Non sarà un processo come gli altri. Stamattina alle 9.30 davanti alla Corte d'assise di Frosinone si apre il procedimento contro i quattro accusati dell'omicidio di Emanuele Morganti, massacrato di botte a soli 20 anni.

A fine giugno, al termine di un'udienza abbastanza veloce, il gup aveva rinviato a giudizio Franco e Mario Castagnacci, Paolo Palmisani e Michel Fortuna, i primi tre di Alatri, il quarto di Frosinone. La difesa, in occasione dell'udienza preliminare aveva tentato la carta del legittimo sospetto, ovvero del possibile condizionamento di testi e giudici popolari per la forte esposizione mediatica del caso. Così facendo aveva chiesto lo spostamento del processo in altra sede. Ma la Corte di cassazione, dopo un doppio passaggio, aveva stabilito che non ci sono gli estremi per accogliere l'istanza e aveva rimesso gli atti a Frosinone perché si procedesse.

I pubblici ministeri, il procuratore Giuseppe De Falco e i sostituti Adolfo Coletta e Vittorio Misiti, che hanno condotto le indagini affidate ai carabinieri, hanno puntato l'indice sui quattro che, in momenti diversi, sono stati arrestati. Prima era toccato, il 28 marzo, al duo Mario Castagnacci e Paolo Palmisani, rifugiatisi a Roma da parenti, quindi, il 10 aprile, a Michel Fortuna, e da ultimo, il 30 ottobre, a Franco Castagnacci, padre di Mario.

Ai quattro arrestati la procura ha contestato l'omicidio volontario avvenuto in uno stato di «esaltazione collettiva» e «sotto l'effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti». La famiglia Morganti, che affianca la procura nel sostenere l'accusa, si è costituita parte civile con gli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori. I quattro imputati sono rappresentati dagli avvocati Bruno Naso, Christian Alviani, Angelo Bucci, Massimiliano Carbone e Marilena Colagiacomo. La difesa contesta la qualificazione giuridica data al fatto, ovvero l'omicidio volontario, e punterà a derubricare l'accusa in omicidio preterintenzionale o in rissa aggravata dall'omicidio. Con l'obiettivo, in caso di condanna, di ottenere una riduzione della pena da comminare. Ed è quanto è già emerso durante l'udienza preliminare di giugno.

L'udienza di oggi sarà dedicata all'ammissione delle prove, alla selezione dei testi da sentire tra le 168 persone ascoltate dalla procura nel corso della lunga attività investigativa, ad eventuali incarichi per le perizie e, presumibilmente, per stilare il calendario del processo.
Resta da chiarire la posizione dei quattro buttafuori (difesi dagli avvocati Riccardo Masecchia, Giampiero Vellucci, Massimo Titi e Daniela Tiani) tuttora indagati per omicidio. Si attende la chiusura delle indagini per capire se si arriverà a contestare la rissa, aggravata dall'omicidio (in questo caso con archiviazione dell'imputazione principale), o il concorso in omicidio.
Come già accaduto nelle udienze di febbraio e giugno, ci sarà un consistente spiegamento di forze dell'ordine per evitare qualsiasi incidente o intemperanza.