Il numero verde istituito di recente dal settore dei Servizi Sociali, dove vengono raccolte le segnalazioni dei cittadini di Cassino su episodi di accoglienza che non rispettano i criteri di legge, funziona. Ma va implementato. Alla luce degli ultimi episodi e con particolare riferimento a quello di sabato sera, l'assessore Leone è convinto ora più che mai che le verifiche siano di assoluta importanza: «Episodi del genere dimostrano che sia necessaria una vigilanza costante sull'accoglienza che deve essere fatta attraverso un percorso di integrazione reale. Non ci risulta che in quella zona esista un alloggio di richiedenti asilo che possa far capo a una cooperativa» ha dichiarato l'assessore Leone che ha annunciato oggi una verifica mirata.
«L'apposito sportello, che permetterà di mappare il territorio e assicurerà una buona e corretta accoglienza, funziona: le segnalazioni riguardano condizioni di vita non consoni per ragazzi stranieri. Della presenza non nota di richiedenti asilo sul nostro comune questo sarebbe il terzo episodio: in casi del genere andiamo direttamente a verificare con mano con le forze dell'ordine. Negli altri casi, invece, ci interfacciamo direttamente con le cooperative. Si tratta di un progetto (che prevede con una mappatura completa) che presenteremo in un mese, parlo del primo report al nuovo prefetto ». Il numero verde, (0776.298401) lo ricordiamo, può essere contattato il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12 e il martedì e il giovedì dalle 15 alle 17.

Violenta lite in centro tra giovani extracomunitari degenera in pochi minuti, tre le persone arrestate. Indagini aperte sui motivi. La violenza, terribile, è scattata poco prima delle 23 di sabato. La segnalazione giunta alle forze dell'ordine, quella di una rissa. Anzi, inizialmente qualcuno aveva addirittura parlato di un accoltellamento visto il sangue e la presenza di un giovane a terra: ancora un sabato sera fatto di alcol e violenza, ancora un super-servizio di controllo del territorio da parte di polizia e carabinieri. In pochi minuti, infatti, le forze di polizia sono sul posto: un giovane a terra, in via Marconi, col volto sfigurato. Altri ragazzi extracomunitari che salgono e scendono da una palazzina mentre le urla riempiono il silenzio della sera. A un passo dalla palazzina dove è avvenuta l'aggressione la movida "sana", quella fatta per e dai giovani che parlano e che amano divertirsi senza alzare troppo il tiro.

All'arrivo repentino degli uomini del Commissariato di Cassino guidati dal dottor Mascia e degli uomini dell'Arma, agli ordini del capitano Mastromanno, la situazione è davvero incandescente. E in pochi istanti sarebbe potuta degenerare. La violenza è repentina: a terra non un giovane accoltellato ma un ragazzo a cui un connazionale ha rotto il setto nasale con un pugno ben assestato. Il volto tumefatto, una maschera di sangue. I ragazzi sono inorriditi ma non parlano, nessuno vuole fare la "spia". Nessuno riesce a spiegare se alla base della violenza ci siano stati futili motivi legati a una quotidianità non sempre facile e non sempre dignitosa oppure qualcosa di più. L'unica cosa certa è che a provocare al giovane quelle ferite sono stati dei colpi e non un'arma. Due connazionali vengono condotti in Commissariato e partono indagini e verifiche per definire la posizione di tutti e tre i protagonisti della rissa, mentre il giovane a terra finisce in ospedale dove viene medicato.
e sottoposto alle cure del caso.

In una brillante azione congiunta scattano gli arresti da parte della polizia e da parte dei carabinieri: in manette finiscono tre giovani ghanesi. Si tratta di un ventisettenne, di un trentaduenne già noto per reati contro il patrimonio, la persona e in materia di stupefacenti. E di un trentacinquenne. Ascoltati per tutta la notte non hanno fornito spiegazioni: saranno le indagini degli investigatori a cercare di trovare una motivazione a tanta violenza. Episodi di certo non nuovi in città: come l'accoltellamento di alcuni anni fa a Cassino in via Puccini tra stranieri per "vecchi dissapori": in ospedale un algerino di 30 anni. O come lo scorso febbraio, quando in via Del Carmine una lite tra richiedenti asilo finisce a coltellate. Oggi, con molta probabilità, la convalida dell'arresto. 

di: Carmela Di Domenico