«La mancata attuazione del Registro dei Tumori sta comportando per tutto il territorio il rallentamento di uno strumento che potrebbe fare la differenza per migliaia di persone». A dichiararlo è il consigliere comunale di Cassino Carmine Di Mambro che da anni ormai combatte questa importante battaglia per tutta la comunità.

«Ci abbiamo messo tanto ad arrivare a questo risultato e proprio quando la Regione Lazio ha deciso di approvare e deliberare l'avvio, tutto si è fermato. Nella burocrazia qualcosa si è inceppato e a rimetterci sono le persone che stanno male e le loro famiglie ma anche tutte quelle che stanno bene e che potrebbero evitare di ammalarsi grazie ai dati raccolti in questo strumento. Infatti il Registro dei Tumori non rappresenta una cura ma un mezzo, uno strumento che possa aiutare il personale medico sanitario di questo territorio, e non solo, a delineare un quadro chiaro dell'incidenza di patologie oncologiche, di neoplasie, leucemie e molte altre malattie affini sull'intera area».

«Questa non è una medicina ma può fornire i mezzi per avviare screening mirati e prevenzione proprio dove ce n'è più bisogno e tra i soggetti più a rischio - ha incalzato Di Mambro - È stato dimostrato che in altri territori dove il Registro ormai è in funzione già da qualche decennio che l'incidenza di questo tipo di patologie è diminuita quasi del 50%. Circa 80 giorni fa è stata presentata un'interrogazione al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e siamo in attesa di risposte».

Poi Di Mambro ha aggiunto: «È arrivato il momento di dare il via a questa innovazione per il territorio che potrebbe offrire tante possibilità a chi verrà dopo di noi. Lo dobbiamo fare per chi non c'è più e per chi quotidianamente sta combattendo la sua battaglia nel dolore ma con tanta forza e coraggio»