Omicidio Piccolino, dopo la discussione in Cassazione la sentenza è arrivata nella tarda serata di ieri: ricorso rigettato. La pena resta la stessa. I giudici della Suprema Corte sono stati chiamati a valutare la richiesta della difesa del killer rappresentata dall'avvocato Andrea Di Croce di annullare la sentenza di condanna: Michele Rossi, con la riduzione di pena dei giudici d'appello, deve scontare 17 anni e 8 mesi di reclusione per la morte dello stimato avvocato di Selvacava (frazione di Ausonia) freddato il 29 maggio del 2015 nel suo studio di Formia. La nuova perizia richiesta sulle capacità di intendere e volere del killer, sarebbe apparsa al procuratore generale "irrilevante" visto che in primo grado ne era state disposte due in seno all'incidente probatorio.

La lunga discussione del Pg, che rispetto ai motivi del ricorso ne ha chiesto l'inammissibilità e per altri versi il rigetto, ha poi lasciato spazio a quelle più concise ma non per questo meno appassionate delle difese. Per la parte civile, gli avvocati Alberto Scerbo e Giancarlo Corsetti, che hanno sostanzialmente condiviso le tesi del procuratore generale sottolineando anche l'aspetto umano legato alla scomparsa del noto e stimato legale. E quella dell'avvocato Di Croce per Michele Rossi, che ha puntato sul fatto che la corte d'appello con l'accoglimento della domanda che escludeva la premeditazione avrebbe applicato le generiche in maniera ridotta.