Un aiutino dietro le sbarre per lasciare il carcere. Lo avrebbe chiesto un detenuto napoletano, recluso in via Cerreto, per ottenere una certificazione attestante l'incompatibilità con il regime carcerario. L'obiettivo era lasciare la struttura detentiva di Frosinone per un centro terapeutico. Da qui sarebbe stata orchestrata un'operazione con la commissione dei reati di corruzione e falso, contestati a un medico che lavora con la struttura carceraria, e al detenuto (solo la corruzione).

I due sono davanti al giudice per le udienze preliminari per conoscere il proprio destino. E cioè se saranno rinviati o meno a giudizio. Un'eventualità che il medico intende scongiurare con tutte le sue forze. E anche per questo, ieri mattina, davanti al giudice Antonello Bracaglia Morante, il professionista, che è assistito dall'avvocato Nicola Ottaviani, si è fatto interrogare. Ha spiegato al giudice di non aver inteso favorire quel detenuto, di non avergli firmato alcuna dichiarazione attestante l'assoluta incompatibilità con il regime carcerario. In più il medico ha aggiunto di aver sempre denunciato qualsiasi detenuto che provava ad avvicinarlo. 

Secondo la tesi della procura, infatti, nel 2014, il professionista in cambio di una promessa di denaro avrebbe accettato di compilare una dichiarazione falsa attestante le precarie condizioni di salute del napoletano. Ma non solo, il medico ne avrebbe certificato le difficoltà nella deambulazione -è la tesi d'accusa- sollecitando, per tre volte, il trasferimento in una struttura non detentiva. A quest'ultimo, difeso dall'avvocato Giulia Giacinti, viene contestato il reato di corruzione per aver avvicinato il medico chiedendo una certificazione per evitare così la permanenza dietro le sbarre. Ma anche egli, come l'altro, respinge le accuse.  La prossima udienza è fissata a novembre.

Intanto la polizia penitenziaria ha denunciato un giovane di Ferentino che, prima del colloquio con il padre detenuto, aveva depositato nella cassettiera 25 grammi di cocaina. L'uomo sarà difeso dall'avvocato Antonio Ceccani