Aveva puntato su quelle mucche e quei vitelli per capitalizzare il lavoro fatto per allevarle. Così, quando gli si è presentata l'occasione, non ci ha pensato su più di tanto e ha chiuso l'affare. Per i suoi cinquantasei capi bovini di razze diverse ha ottenuto anche un buon prezzo: 72 mila euro.
L'uomo, un francese di cinquantasei anni, commerciante di bestiame e rappresentante legale di una società d'oltralpe che opera nella compravendita di bovini, non ha sospettato di nulla quando è stato contattato da una nota ditta del settore della zona di Nola. Tanto che, confidando proprio sul nome conosciuto dell'azienda in questione, ha acconsentito a inviare a destinazione le mucche. Solo che a Nola quegli animali non sono mai arrivati. Come pure non è mai arrivato il bonifico di 72.000 euro pattuito.

Il commerciante francese ha così capito di essere stato raggirato e martedì scorso si è rivolto ai carabinieri che hanno subito avviato le indagini.
Ieri la soluzione del giallo. I militari della stazione di Atina, in collaborazione con i carabinieri forestali del paese, hanno denunciato per "furto aggravato e sostituzione di persona", un uomo di Isola del Liri, rappresentante legale di una società che opera nel settore del commercio di bestiame. È lui, secondo i carabinieri, ad aver organizzato la truffa ai danni del commerciante francese.

I militari dell'Arma hanno ricostruito nel dettaglio la vicenda: tra il 23 maggio e il 30 agosto scorsi, attraverso ripetuti contatti telefonici, l'uomo isolano si sarebbe spacciato per un noto commerciante di bovini del Nolano, la cui azienda è accreditata sul mercato internazionale, inducendo il malcapitato a rivolgersi a una ditta di trasporto di animali per spedirgli i cinquantasei capi. Intanto l'altro ieri mattina i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, insieme ai loro colleghi della stazione di Cancello ed Arnone, hanno rinvenuto i cinquantasei animali in un'azienda agricola dello stesso comune casertano. Gli animali, tutti in buone condizioni igienico-sanitarie, sono stati sequestrati per evitare che finissero al macello. Le indagini dei carabinieri si Atina proseguono con l'obiettivo di individuare eventuali complici della truffa.