La scelta del personale in qualsiasi azienda non è mai cosa facile. Occorre, soprattutto in tempi di crisi come questo, cercare di ridurre gli sprechi, ottimizzare le risorse e stilare piani di rientro a lungo termine in cui la forza lavoro sia una risorsa indiscussa. Spesso, però, la scelta viene piegata non proprio da canoni di efficienza, preparazione e spirito d'abnegazione. Quanto da doti di innata o artificiale "beltade".

Ed ecco che anche in tribunale, all'interno dei corridoi del palazzo di Giustizia di piazza Labriola a Cassino, il fattore X (e non vogliamo offrirne spiegazione ulteriore) pare farla da padrone. Di certo si sarà trattato dello scherzo di qualche buontempone in toga che ha apposto sotto la richiesta "Cercasi praticante nel settore penale" un aggettivo che poco fa pensare al curriculum e agli studi affrontati per diventare un avvocato. O qualcosa di più. Quel "bona", che tanti fa sorridere, lascia nelle giovani donne affaccendate tra libri, casa e forse figli un retrogusto amaro: la battaglia, coi signori uomini, è persa da tempo.