Botte al vicino per colpa delle mucche, il sessantottenne racconta la sua verità: nessuna aggressione. Soltanto un tentativo di difesa. È questa la tesi del sessantottenne di Coreno (denunciato per lesioni dal confinante di 81 anni), che a sua volta ha deferito l'anziano per lesioni volontarie e minaccia attraverso l'avvocato Buongiovanni. Alla base dell'alterco, sfociato in violenza, sempre lo sconfinamento del bestiame.

Il sessantottenne, che durante la lite - stando a quanto accertato dai carabinieri della locale Stazione, della Compagnia di Pontecorvo guidata dal capitano Nicolai - avrebbe percosso il vicino procurandogli la rottura del polso, ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti: nessun attacco, bensì un tentativo di difesa dall'offensiva del confinante che, durante un "duello con i bastoni", sarebbe riuscito anche a rompergli la mazza in legno. Così come l'ottantunenne, anche il sessantottenne è finito in ospedale per essere sottoposto a visita.

L'uomo avrebbe riferito di essersi recato sul terreno "teatro dello scontro" dopo alcuni lavori e di aver trovato ancora una volta il bestiame del confinante nella sua zona. A quel punto avrebbe cercato di delimitare l'area con dei giunchi fomentando l'accesa discussione sfociata ben presto in violenza. Sarà ora il magistrato competente a dover accertare - grazie agli elementi forniti dall'Arma - come siano andati davvero i fatti. E di chi sia la colpa dell'aggressione, scoppiata per colpa di ino sconfinamento di bestiame.