Sarà il Ris a ricercare tracce biologiche sulla maglietta e sugli slip della ragazza vittima di violenza sessuale in un boschetto da parte di un amico di famiglia. Ieri pomeriggio, si è svolto l'incidente probatorio per conferire il mandato a un maggiore dei carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche per effettuare una serie di accertamenti tecnici sugli abiti indossati dalla ragazzina di 14 anni. Si cercano le prove che potrebbero incastrare l'uomo, un quarantanovenne. A denunciare la violenza era stato il genitore della giovane, non appena la figlia gli aveva confessato quanto era stata costretta subire. E in base alla denuncia presentata dal padre, a stuprare la minorenne sarebbe stato un amico di famiglia, presso il quale la vittima si era recata per trascorrere, in compagnia di una coetanea, una giornata di svago che tale non si è rivelata.

Altre volte, infatti, la ragazza si era recata in vista dell'amica per trascorrere un po' di tempo libero a disposizione prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Dopo aver subito la violenza ed esser stata soccorsa dal genitore, la ragazza era stata visitata in ospedale, a Frosinone, dove le erano state riscontrate una serie di lesioni ritenute compatibili con una violenza sessuale. Stando a quanto denunciato ai carabinieri, che hanno subito avviato un'indagine, la ragazzina, con una scusa, era stata invitata dall'amico del padre ad uscire e a fare un giro in auto. Una richiesta alla quale lei, ingenuamente, aveva acconsentito. Poi, in una zona appartata di campagna, era stata costretta spegnere il cellulare e a subire una violenza sessuale. Il padre della ragazza punta l'indice nei confronti di un suo conoscente, qualche tempo fa suo vicino di casa in un paese non lontano dal capoluogo. E le sue accuse le ha messe nere su bianco nella querela.

Ieri, dunque, si è svolto l'incidente probatorio nel quale è stato conferito l'incarico al Ris. L'obiettivo delle analisi è ricercare tracce biologiche sugli slip indossati dalla ragazzina il giorno in cui sarebbe stata vittima della violenza e su una magliettina indossata dalla stessa quando era andata a trovare l'amica e che era rimasta in casa dell'uomo, ora finito sotto accusa. L'ufficiale del Ris si è preso trenta giorni per consegnare i risultati. Se necessario, inoltre, saranno effettuati dei prelievi di Dna per compararli con le eventuali tracce che potrebbero risultare dagli abiti della minorenne. Quest'ultima, invece, verrà sentita, in forma protetta, dal pubblico ministero Barbara Trotta che coordina le indagini in modo da cristallizzare la sua versione sull'accaduto. E renderla così utilizzabile nelle successive fasi. I genitori della ragazzina, che chiedono giustizia per quanto la loro figlia sarebbe stata costretta a subire, si sono rivolti agli avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia in vista della costituzione di parte civile nell'eventualità che si arrivi a un processo a carico del quarantanovenne.