Colpo grosso in gioielleria, la scena del crimine ora si ricostruisce in 3D. Ieri mattina due professori dell'Università degli Studi del Molise, esperti (tra le altre cose) di criminalità informatica, hanno effettuato una serie di attività all'interno della gioielleria di Cassino in cui, nel luglio dello scorso anno, venne messo a segno un colpo da 40.000 euro. Per quell'ammanco, gli agenti del Commissariato di Cassino individuarono come responsabili due giovani di Venafro: S.G.
e la compagna S.S., entrambi di 24 anni. La coppia era accusata di aver sottratto monili in oro, approfittando della distrazione della commessa: secondo la ricostruzione della polizia, i due erano entrati nel negozio di preziosi per fare un regalo. E, sempre secondo le accuse, avrebbero occultato tre rotoli pieni d'oro.

Dopo un'intensa attività, a circa un mese dal colpo, gli agenti identificarono i giovani segnalandoli alla Procura della Repubblica di Cassino. Immediata la richiesta di misura cautelare dei domiciliari avanzata dal procuratore D'Emmanuele, accolta dal gip Massimo Lo Mastro. Ora entrambi, va specificato, sono liberi. La difesa della coppia rappresentata dagli avvocati Gianluca Giammatteo e Anna De Meo è intenzionata a dimostrare scientificamente che ci sia stato uno scambio di persona e che i loro assistiti non c'entrino nulla. Questo attraverso la ricostruzione in 3D della scena "del crimine" a attraverso la perizia antropometrica seguita ieri che permetterà di verificare l'identità o la somiglianza fra individui nelle fotografie o nei video oggetto di analisi. In questo caso si tratta dei video di sicurezza dell'attività, analizzati dalla polizia.
Tutto prima dell'udienza dibattimentale fissata a gennaio.