Abusava dei permessi aziendali per svolgere la sua attività di amministratore locale. Questo è il motivo che ha spinto Fca a mettere alla porta un operaio dello stabilimento di Piedimonte San Germano, molto attivo in un comune del Cassinate. In via cautelativa è scattata una sospensione, ma non è escluso che a tale provvedimento possa seguire il licenziamento.
Non si conosce nello specifico in cosa consiterebbero i presunti abusi dell'operaio-amministratore, quel che è certo è che,così come prevede la normativa in materia, chi esercita il ruolo di consigliere, sindaco o assessore ha diritto a dei permessi aziendali per poter presenziare alle assisi che richiedono la sua presenza. La dirigenza aziendale di Fca aveva però iniziato ad avere quache dubbio sulle richieste dei permessi avanzate dal dipendente e così, dopo aver raccolto varie prove, ha fatto pervenire all'operaio la comunicazione di sospensione dal lavoro proprio perché, secondo Fca, in più di qualche occasione le ore di permesso richieste dal dipendente non erano propriamente occupate per svolgere attività politica nel suo paese. Questo sostiene l'azienda e da qui è scattato il provvedimento disciplinare.

L'operaio avrà certamente modo di far valere la sua difesa e nel caso le sue ragioni: ma, intanto, rischia il posto di lavoro.
Si tratta di un caso nel quale se davvero fossero confermati gli abusi dell'operaio in tema di permessi, sarebbe molto simile a quello del novembre 2017 quando addirittura un sindacalista, e non un semplice lavoratore, fu sospeso per uso impropri dei permessi della 104. Anche in quel caso venne mosso al lavoratore-sindacalista più di qualche dubbio da parte dell'azienda.

In fabbrica nessuno preferisce commentare l'accaduto: bocche cucite e nessun commento di alcun sindacato in merito al politico "furbetto" ma al contempo nessuna sigla solidarizza con l'operaio-amministratore.