Non si hanno ancora notizie dei quattro migranti che si sono allontanati mercoledì scorso dall'appartamento di Veroli, dove erano stati ospitati il 31 agosto scorso dalla Caritas diocesana, senza fare più ritorno. Non sarebbero neppure tra i diciassette trovati ieri mattina dalla Digos durante un blitz al centro Baobab Experience di via Tiburtina. Probabilmente sono in viaggio per raggiungere il nord Europa, dai parenti che si trovano in Olanda.

Ieri mattina 16 eritrei e un siriano hanno trascorso la mattinata alla Divisione Stranieri della Questura di Roma per essere identificati, in quanto "tutti sprovvisti di documento". Si tratta di alcuni dei migranti sbarcati a fine agosto a Catania dalla nave Diciotti e poi "fuggiti" dal centro di accoglienza di Rocca di Papa al quale erano stati assegnati. Dalle prime verifiche non sembrerebbe che tra i migranti controllati ci fossero le due coppie di giovani sposi che avevano trovato accoglienza a Veroli.

Va detto comunque che i diciassette migranti identificati (di nuovo) sono stati rilasciati. Nessuna espulsione, perché comunque, fino ad oggi, in Italia, non erano soggetti a nessuna restrizione dei movimenti e dei contatti. Liberi quindi di andare via. E sicuramente il desiderio di raggiungere il Nord Europa lo avevano già da prima di toccare, finalmente, terra in Italia.
Nessuna notizia Giona, Quisanet, Hagos ed Eden, i quattro eritrei che erano a Veroli e che fanno parte del gruppo dei quaranta che si sono allontanati dalle rispettive sedi di accoglienza, avevano il desiderio di raggiungere parenti nel Nord Europa.
Si conferma anche il fatto che in Italia, soprattutto gli eritrei, vogliono arrivare, ma per poi andare in altri Paesi. Forse alla ricerca di un altro Stato al quale presentare la domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato. Meglio il Nord Europa che l'Italia. È ciò che spinge i richiedenti asilo a evitare di essere identificati in Italia per poter giocare le proprie carte in un altro Stato.