Antonio Salvati deve iniziare a fare le valige. A dargli l'avviso di "sfratto" dall'Unione antica terra di lavoro è stato il nuovo prefetto Ignazio Portelli. Ieri pomeriggio, intorno alle 17, i militari del Comando provinciale carabinieri gli hanno notificato il decreto di sospensione dalla carica di presidente dell'Unione. Il provvedimento è stato emesso, sempre ieri, dalla Prefettura di Frosinone che, «nelle more della definizione del procedimento di rimozione», ha decretato la sua sospensione dalla carica. A Salvati non ha certo giovato lo scontro frontale con l'attuale amministrazione di San Giovanni Incarico. Nei mesi scorsi al prefetto e all'autorità giudiziaria erano giunti, infatti, degli esposti sia da parte del sindaco Paolo Fallone sia della sua maggioranza. La decisione del prefetto Portelli scaturisce, in particolar modo, da tre considerazione fondamentali: la prima, San Giovanni Incarico non fa più parte dell'Unione attualmente composta da Falvaterra e Rocca d'Arce. A deciderlo, con un clamoroso autogol di Salvati, la delibera di consiglio del sodalizio (n. 7 del 2 agosto 2017) immediatamente esecutiva che ha messo fuori San Giovanni Incarico con la revocadi «tutti gli atti di accettazione e associazione».

E se, come prevede lo Statuto, il presidente deve essere un rappresentante di uno dei Comuni aderenti, viene da sé che dopo l'estromissione di San Giovanni Incarico il presidente, sua espressione, debba essere considerato decaduto. La seconda considerazione fatta dal prefetto Portelli nasce dalle note del 1 settembre, del 20 novembre e del 23 dicembre 2017 e del 22 giugno 2018 con cui il sindaco Paolo Fallone «sollecitava il presidente in "carica" a convocare il Consiglio» anche in considerazione del fatto che l'Unione continuava ad avere sede in un Comune non più associato, ma anche l'indisponibilità di Salvati di convocare un consiglio «per l'elezione del nuovo presidente in quanto lo stesso, anche per il tramite di un legale cui ha richiesto un parere in merito, ne nega l'esistenza e i due sindaci dei Comuni associati volutamente ignorano la problematica in essere, tale comportamento lede la corretta gestione degli enti locali con un'ostinazione non più tollerabile». Infine, ma non meno importante, il prefetto pone l'attenzione anche sull'aspetto etico, visto che Salvati «oltre a ricoprire l'incarico di presidente dell'Unione, ricopre quello di segretario comunale presso i due enti associati e che tale situazione pur non costituendo un esplicito motivo ostativo, rappresenta il venir meno di un preciso dovere etico a carico di un pubblico funzionario». Ora Salvati potrà fare ricorso al Tar entro sessanta giorni o al presidente della Repubblica entro centoventi da ieri.