Napoli-Cassino, 101 chilometri, per far viaggiare la droga. Acquisti all'ingrosso in terra campana, un'ora di autostrada e il carico può atterrare nella città martire. A volte con uscita a San Vittore, altre a Pontecorvo, ben volentieri a Cassino. 

Viaggio di ritorno senza lieto fine per un ragazzo di 35 anni di Cassino. A bordo di un autocarro posiziona la partita fresca di acquisto in una delle piazze napoletane e sta tentando, serenamente, il rientro a casa. È grazie a una mirabile attività info-investigativa messa in atto dagli agenti del commissariato guidato dal vice questore Raffaele Mascia che l'uomo viene intercettato proprio in A1, nel territorio ai piedi dell'abbazia. I poliziotti sono impegnati in servizi di contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti quando la paletta dell'alt si agita davanti a un autocarro con a bordo il solo conducente.
È un trentacinquenne, originario della confinante Campania ma residente a Cassino. Basta un barlume di insofferenza per insospettire gli agenti e far scattare la perquisizione veicolare. Nel vano posteriore del mezzo c'è una grossa busta di colore nero con all'interno un involucro di cellophane, contenente quasi un chilo di marijuana.

Scattano una lunga serie di accertamenti che, dal tardo pomeriggio di lunedì si estendono fino all'alba di ieri. Dapprima la perquisizione personale e domiciliare, a Cassino, poi le volanti imboccano la via del mare. È mezzanotte quando sono diretti a Latina, in un camping. Lì c'è una roulotte, nella disponibilità del giovane. All'interno, oltre al necessario per vendere grattachecche sulla spiaggia, anche altre dosi, bilancino, coltelli e cellophane. Quadro completo e manette ai polsi.

Sotto sequestro finiscono pure 9 frammenti di hashish, 2 involucri contenenti cocaina, bilancini di precisione e due coltelli con le lame intrise di stupefacente, oltre a rotoli di cellophane utilizzati per il confezionamento delle dosi. Il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica ne dispone i "domiciliari".
Per il giovane, che avrà investito appena qualche migliaio di euro, sperando di raddoppiare quella spesa, guai con la giustizia mentre la droga mancherà alla ricca piazza cassinate, già "tramortita" dai sequestri della polizia dei giorni scorsi.

A finire ai domiciliari, prima del weekend, un pizzaiolo che spacciava cocaina. Nell'armadio di casa cento grammi di polvere purissima e l'ipotesi che avesse clienti vip, un sistema di smercio sicuro per professionisti e commercianti della città che si muovono con circospezione e hanno necessità di luoghi sicuri, discreti, insospettabili. Come lo era il pizzaiolo.