Veloci come fulmini, assordanti e pericolose. Le auto che sfrecciano nelle notti cassinate fanno paura. A volte in gruppo, ma si tratta di rally che lasciano ipotizzare una "organizzazione", altre volte sono piloti solitari. E circolano, anzi corrono, nelle zone che circondano la movida. Si sentono a distanza e, in un battibaleno, scompaiono. A volte, c'è la musica assordante ad accompagnare le loro sfide urbane e, magari, anche un certo tasso alcolemico. Diverse pure le segnalazioni di chi impugna il telefono e avvisa le forze dell'ordine ma, anche a colpo d'occhio, è quasi impossibile seguirli: scompaiono proprio come fulmini. Ma è l'alcol l'altro protagonista delle notti cassinati. Insieme alla sua "ancella" rappresentata dalla droga.

Scampoli d'estate che si trascinano la voglia estrema di divertimento dove tra maggiorenni e minorenni la differenza non c'è.
Venerdì, ma in particolare sabato notte, lo sballo era alla sua ennesima potenza. Con ragazzini che non hanno disdegnato neanche stavolta gli angoli bui dove hanno aperto le buste dei market e tirato fuori i superalcolici. Alcuni bar che chiudevano, prima delle tre, con ragazzi addetti impegnati a ripulire ogni angolo pieni di abnegazione e passione per il lavoro da far invidia, e altri di fronte a loro che strillavano e sghignazzavo in preda all'ebbrezza. Soliti litigi, tutti sedati da altrettanti giovani più lucidi, e via vai di baby pusher. Un salotto bello quello di piazza Labriola, dove gli sforzi di tutti per renderlo più sano si infrangono contro i muri alzati da chi si sente padrone di quell'area per una notte.