Tanta fatica per nulla. I ladri entrati in azione la scorsa notte a Piedimonte San Germano, in una zona di campagna, hanno distrutto mezza casa e fatto una fatica immane per aprire la cassaforte all'interno di una delle villette che si trovano nel verde. Quando sono finalmente riusciti nell'intento, si sono resi conto che si trattava di un grande bluff: il forziere all'interno dell'abitazione c'era eccome. Ma dei famigerati tesori neppure l'ombra.

Sarà per questo che i malviventi hanno fatto soltanto danni, non riuscendo a portare via con sé oggetti di valore ma soltanto qualche pezzo di alcun pregio.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, affidata ai carabinieri della locale Stazione, della Compagnia di Cassino - coordinata dal capitano Ivan Mastromanno e dal luogotenente Raucci - i ladri sarebbero entrati in azione durante l'assenza dei proprietari.

Possibile che i malviventi abbiano monitorato i proprietari della villetta per rendere minimi i rischi di essere scoperti? Un'ipotesi che non si può escludere di certo. Fatto sta che ieri mattina, al rientro dei legittimi proprietari a casa, la sorpresa è stata davvero tanta: i balordi si sarebbero introdotti da una finestra, provocando ingenti danni. Una volta dentro, hanno puntato dritto alla cassaforte. E anche questo dettaglio lascia riflettere: sapevano che in quella casa c'era un armadietto blindato? O hanno tentato la fortuna?

Fatto sta che, nonostante i comprensibili sforzi per poter aprire il caveau, il risultato è stato per loro deprimente: la cassaforte era del tutto stata svuotata e non dalla loro maestria ma da una eccellente lungimiranza. Forse i proprietari, temendo un assalto, avranno ritenuto ben più sicuro nascondere monili o beni in posti "tradizionali". Magari proprio sotto il materasso.

Quello messo a segno ieri - sebbene senza successo - fa seguito ad altri quattro tentativi di poco distanti nel tempo, due dei quali andati in fumo. Gli altri due, invece messi a segno: anche in quei casi si tratta di bottini, comunque, di lievissima entità. Come per questi casi, anche per l'ultimo registrato a Piedimonte sono aperte mirate indagini dell'Arma per cercare di capire se possa trattarsi di un'unica mano o di "cani sciolti".