Agricoltori ciociari in ginocchio. Prima la neve e le gelate di febbraio, ora la pioggia e la grandine d'agosto. A lanciare il grido d'allarme è la Copagri di Frosinone e Latina.

«Aumenta ora dopo ora il computo dei danni all'agricoltura ciociara provocati dall'ondata di maltempo che si è abbattuta sul territorio», fanno sapere dall'associazione. Che snocciola dati impietosi: il settore più colpito è quello dell'olio con una perdita di raccolto stimata al 70% con punte, in alcune zone della provincia, del 90%; per i vigneti si prevede un meno 45% che interesserà sia la zona del Cesanese che quella del Cabernet. E ancora a picco andrà anche la produzione degli ortaggi e dei fiori. In questo caso, fa sapere la Copagri, la perdita è già stata verificata e si aggira intorno al 30%.
Una situazione che colpisce da una parte i produttori e chi vive del frutto dei campi, come anche gli acquirenti. Data la scarsità di prodotto, infatti, è lecito attendersi un rincaro dei prezzi oppure la necessità di rivolgersi ad altri mercati.
«Per molti piccoli e medi imprenditori frusinati si prospettano perdite ingenti, soprattutto per chi ha lavorato (e lo sta ancora facendo) a vigneti, ortaggi, oliveti e serre» spiega l'associazione.

La Copagri Frosinone-Latina sta analizzando da vicino la situazione e raccoglie le segnalazioni degli agricoltori. «La situazione in questo momento - sottolinea il presidente Fabrizio Neglia - è particolarmente grave e di estrema emergenza per diversi settori. I tre o quattro periodi di maltempo degli scorsi mesi hanno danneggiato i raccolti a cominciare dalla nevicata di febbraio e le gelate successive che hanno rovinato gli oliveti. Si prevede una raccolta davvero scarsa soprattutto in alcune zone al Nord del territorio, da Vico Nel Lazio a Guarcino fino ad Acuto, passando anche per Boville Ernica e Veroli. Anche al Sud, però, ci sono aree come quella di Cervaro penalizzate dagli eventi atmosferici».
Ma i problemi sono anche recenti. «Le anomalie di queste ultime settimane, con le intense piogge abbattutesi in provincia - continua Neglia - hanno colpito in particolare i vigneti di Piglio, Anagni e Atina dove rischia di andare in fumo l'intenso lavoro svolto dagli imprenditori del settore vitinicolo, da sempre eccellenza della nostra provincia».

Ci sono però anche altre situazioni che preoccupano la Copagri: «Anche gli ortaggi e i fiori coltivati nelle serre e non di Pofi e Pico hanno subito seri danni a causa delle intense piogge e dunque anche in questo caso i raccolti sono stati rovinati».
La confederazione dei produttori agricoli lancia l'appello: «Chiediamo agli agricoltori di presentarsi presso i comuni e di segnalare i danni per sollecitare gli enti a farsi promotori verso la Regione Lazio della richiesta dello stato di calamità naturale. L'iniziativa che appoggiamo in pieno - conclude Neglia - deve partire proprio dai Comuni affinché gli operatori agricoli danneggiati possano avere un ristoro economico in tempi rapidi».

E per uno scherzo del destino, se quest'anno gli agricoltori si lamentano per la troppa pioggia, lo scorso anno si era verificato l'esatto opposto. Basti pensare che, a Frosinone, ad agosto 2017 non era caduto nemmeno un millimetro d'acqua. Il decreto del ministero dell'Agricoltura che riconosceva il «carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nei territori della regione Lazio» aveva quantificato, per la provincia di Frosinone, un danno di 37,6 milioni di euro in ben 87 comuni (ovvero tutti tranne Amaseno, Morolo, Torre Cajetani e Villa Santo Stefano). Nel documento si dava atto che le prime precipitazioni significative sotto il profilo agronomico per la Ciociaria si erano verificate a novembre. Il calo della piovosità, rispetto ai due anni precedenti, secondo dati Arsial era stato del 25 e del 20%. I danni più consistenti avevano interessato foraggere cereali autunnali, vigneti, ulivi e frutteti.