Il degrado fa tappa in ogni punto urbano. Come un viaggiatore solitario che lascia i suoi segni indelebili nelle zone che tocca nel suo vasto peregrinare.
Centro urbano, quartieri e aree periferiche: non c'è ritaglio che non sia stato visitato dal "signor degrado". Dall'altra parte, i cittadini elencano difficoltà e disagi nel vivere spazi che dovrebbero essere di massima fruibilità.

Sedersi sulla panchine di piazza Restagno-via Gramsci, infatti, impone una buona dose di coraggio: i pezzi di ferro che escono dalla struttura non sono un elemento decorativo o un'espressione di arte contemporanea, piuttosto un pensiero fisso rivolto ad anziani o bambini che potrebbero incapparci.
I marciapiedi, che nella stessa area - come pure in zone ancor più centrali - si rialzano imponenti a causa delle radici degli alberi rappresentano una montagna russa naturale che strappa altri sorrisi amari. Figuriamoci, tornando in piazza Restagno, a voler avanzare la richiesta - come qualcuno ha osato - di avere dei cestini nelle aree verdi, belle e godibili, dove poter smaltire l'immondizia. Sarebbe un lusso! Così, si moltiplicano gli appelli all'amministrazione ma si punta pure il dito contro chi, data la situazione, lascia bottigliette o sporcizia in giro, mancando di quel senso civico che pur dovrebbe sopravvivere. Fa capolino, talvolta, anche qualche siringa che getta ancor più nello sconforto i residenti.

Non va meglio agli sportivi. Lungo la pista ciclabile "abitano" cumuli di immondizia mentre diversi sacchetti sono finiti direttamente nel fiume offrendo uno spettacolo poco gradevole a chi vuole unire sport e natura, lungo un percorso che davvero fa invidia. Sacchetti dimenticati anche dietro alla chiesa madre, tanti e tali da attirare pure i cinghiali.

E alla villa comunale? Un altro gioiello "dimenticato" mentre la porzione di polmone verde che la collega all'area delle terme è invasa dalla vegetazione e si trovano comodamente adagiati altri rifiuti e siringhe. Rifugio pure di parecchi clochard.