«L'opposizione ci ha fatto tana? In genere vince chi fa tana libera tutti». Usa l'ironia il sindaco D'Alessandro per rispondere all'opposizione di centrosinistra che ieri ha evidenziato una serie di criticità sui lavori al cimitero di San Bartolomeo. Partendo dalla variante dove si evince che i ferri utilizzati hanno un diametro di 10 millimetri e non di 12 come nel progetto originario, Petrarcone, Salera, Terranova, Consales e Fiorentino hanno messo a nudo anche altre questioni poco chiare tant'è che hanno presentato una diffida al sindaco e un esposto in procura.

«Prendo atto che l'opposizione ormai si muove solo per via giudiziaria» ribatte il primo cittadino, che poi entrando nel merito spiega: «Il progetto di variante interviene anche su errori che andavano corretti nel progetto originario, e quel progetto originario non l'ho fatto io. Abbiamo eseguito le direttive del direttore dei lavori». E sempre D'Alessandro ha aggiunto: «Il progetto andrà avanti, ed è molto più complesso di quello che vuol far credere l'opposizione. Il centrosinistra legga meglio le carte, e non solo una parte. Continuano a fare politica con l'astio della sconfitta» conclude serafico il primo cittadino.

Tutto finito, dunque? Ma neanche per sogno. Perchè sempre ieri nelle stesse ore in cui D'Alessandro faceva chiarezza su quanto affermato mercoledì dall'opposizione, il consigliere del Pd Enzo Salera si recava al Comune per chiedere ulteriori delucidazioni, protocollando una richiesta inerente il contratto. Un altro giallo, a quanto pare. «Premesso che con la relazione del direttore dei lavori del 21 agosto 2018 viene evidenziata la necessità di una variante in corso d'opera chiediamo di conoscere copia del contratto sottoscritto con la ditta aggiudicataria e copia del progetto di variante in corso d'opera presentata al Genio Civile» si legge nella nota di Salera, Petrarcone e Terranova.

La risposta è giunta nel pomeriggio e, su carta intestata del Comune, il dirigente ha spiegato candidamente: «Il contratto di appalto non è stato ancora sottoscritto e con delibera di giunta comunale numero 245/2018 è stata autorizzata la stipula presso il notaio indicato dalla ditta Cogedis». Un altro "mistero", dunque, che va ad aggiungersi alle già tante stranezze che caratterizzano la vicenda. Ma per il sindaco non c'è nulla di cui scandalizzarsi: «Il contratto lo stipula il notaio e immagino che per un appalto del genere vorrà leggere bene tutte le carte. I lavori sono iniziati nelle more del contratto: con procedura d'urgenza si può fare. Poi, ripeto: a nascondino vale la regola del tana libera tutti. Staremo a vedere».

Ranaldi e le pubbliche forniture
Ma intanto sul caso dei lavori al cimitero interviene anche l'ex assessore ai lavori pubblici Gino Ranaldi, che spiega: «Se queste cose che stanno emergendo fossero vere si tratterebbe di una cosa gravissima. Noi avevamo fatto un progetto per vendere i loculi a un prezzo calmierato e consegnare il primo lotto mentre sono passati due anni e ancora è tutto fermo. Già il consigliere Salera ha spiegato che ci sono ipotesi di reato, io aggiungo - oltre a quelli già paventati - che potrebbe configurarsi anche il reato nelle pubbliche forniture ai sensi dell'articolo 356 codice penale».

Defunti dai... parenti
Quel che è certo è che sono passati due anni e mentre il dibattito politico si alimenta, i cittadini ancora attendono la consegna dei loculi e c'è chi ha fatto prestiti e speso fino a 8.000 euro per assicurarsi i loculi. In attesa della consegna, le salme sono "parcheggiate" dai parenti in attesa di avere una degna sepoltura. Eppure ogni loculo è costato dai 1.200 ai 1.800 euro circa. L'appalto complessivo per entrambi i lotti è di 2 milioni e quattrocentomila euro: la gara per il primo lotto che prevede 872 nuovi loculi è di 917.000 euro e ad oggi il 50% del totale, ovvero un milione e settecentomila euro, è già stato versato dagli acquirenti. I soldi versati dai cittadini sono in un fondo destinato per questo l'opposizione chiede all'amministrazione di ridistribuire ai contribuenti il risparmio complessivo a cui faceva riferimento il direttore dei lavori nella variante.