Quattro rapine ad altrettante prostitute. Quattro rapine compiute nell'intervallo tra la scarcerazione, avvenuta lo scorso 8 marzo, e l'arresto del 4 aprile. È quanto la procura contesta a Bruno Grande, 31 anni, di Frosinone. Nei suoi confronti sono state chiuse le indagini preliminari da parte del pubblico ministero, che ora si appresta a chiedere la fissazione dell'udienza preliminare.

In pratica, il trentunenne, secondo le risultanze dell'attività investigativa condotta dai carabinieri (a eseguire l'arresto del 4 aprile furono i militari della stazione di Ferentino), imperversava nell'area industriale tra Frosinone e Ferentino e prendeva di mira le prostitute. Con la scusa di contrattare il prezzo della prestazione le rapinava. In quattro, dopo aver visionato un fascicolo fotografico, l'avrebbero riconosciuto. L'uomo, attualmente agli arresti domiciliari, è assistito dall'avvocato Tony Ceccarelli.

Proprio in occasione della festa delle donne per ironia della sorte era stato rimesso in libertà. Due giorni, dopo, secondo quanto gli contestano i carabinieri, avrebbe compiuto il primo colpo. Le quattro rapine avrebbero fruttato 4.700 euro, gli incassi ottenuti dalle ragazze che si prostituiscono nella zona dello stradone Asi. Dopo l'arresto di aprile, per il quale era finito ai domiciliari, i militari dell'Arma avevano cominciato ad indagare anche su alcuni episodi precedenti dei quali erano rimaste vittime delle prostitute.

A mettere i carabinieri sulla strada giusta era stata una prostituta nigeriana che aveva denunciato, in tempo reale, l'aggressione subita da una "collega" da parte di un uomo armato di coltello che era poi fuggito a bordo di un'auto bianca. Lo stesso mezzo che i carabinieri avevano poi intercettato nei pressi della rotatoria del centro commerciale, fermo a seguito dell'urto tra il veicolo e il guardrail e costato la foratura di una gomma.
Ora Grande, alla luce delle accuse che gli vengono mosse, dovrà valutare se optare per un rito alternativo o farsi processare con il rito ordinario.