L'alba del giorno dopo ad Esperia è buia. La luce del sole illumina la vallata dominata dalla fortezza di Roccaguglielma, ma il clima che si respira in paese è ancora molto cupo. Ieri ancora una volta militari tra le strade e in paese per nuovi sopralluoghi nella casa dei Teoli che si trova a pochi metri dal cimitero ancora pieno del profumo dei fiori immacolati lasciati sulle tombe di Isabella e Mariano Paliotta.

Domenica l'ultimo doloroso addio al padre Gianni e ai figli, morti martedì mattina nella casa di corso Vittorio. Non è bastata una notte, non sarà sufficiente una settimana o un mese a dimenticare quello che è successo martedì 21 agosto e, forse, nessuno vuole dimenticare. Impossibile cancellare trent'anni di vita, ricordi condivisi, momenti di gioia e quei due ragazzi, Mariano e Isabella, che erano così amati e stimati.

Poi c'è lui, Gianni, il papà che martedì ha tolto la vita ai figli per poi suicidarsi, quell'uomo così mite che tutti ricordano come tanto generoso, innamorato della sua famiglia, con la telecamera in mano a tutti i saggi della sua principessa. L'unica "superstite" della famiglia è lei, la signora Flora, la dolce maestra dei bimbi che hanno bisogno di più attenzioni. Di lei, una madre, una moglie e una donna, è rimasta una figura esile, provata dal dolore, lacerata dalla tragedia.
Il cuore di ogni madre si è spezzato domenica vedendola arrivare dietro i feretri dei suoi figli, piegata e trafitta dalla perdita, aggrappata alla vita solo grazie a quelle urla disperate.

Flora è stata dimessa dall'ospedale Santa Scolastica, dove è rimasta per diversi giorni, troppo fragile e ancora sotto choc dopo l'agghiacciante scoperta di martedì mattina. Ora è con i familiari, a loro spetta il compito più difficile, quello di sostenerla e di offrirle tutto l'amore possibile per sopravvivere ai suoi figli. Un percorso che potrebbe essere molto lungo e complicato ma che sarà supportato da amici, parenti e colleghi.
In questi giorni il pm Roberto Bulgarini Nomi deciderà quando ascoltare la signora per cercare di ricostruire quanto accaduto quella tragica mattina di fine estate dietro quel portoncino marrone di corso Vittorio. Proseguono le indagini dei militari del Nucleo Investigativo di Frosinone, coordinati dal maggiore Lombardi, insieme ai colleghi di Pontecorvo guidati dal capitano Tamara Nicolai – agli ordini del colonnello Cagnazzo – e alla squadra di pg del dottor Bulgarini.
Non è escluso che potrebbero essere effettuati ulteriori sopralluoghi nella casa della famiglia Paliotta, alla ricerca di qualche dettaglio in più che possa fornire elementi per una ricostruzione definitiva di quei terribili minuti.

Una delle pagine più brutte della storia di Esperia, già abbastanza vessata in questa estate 2018 da altri cruenti episodi di violenza familiare. La comunità vive una quotidianità ovattata, che nulla ha a che fare con il borgo montano animato e festoso di sempre. Annullati tutti gli eventi, una scelta razionale e inevitabile quella del sindaco Giuseppe Villani. Nessuno ha voglia di fare festa in paese, nessuno se la sente, il pensiero va a Mariano che era sempre pronto ad allestire piazze e stand, a imbracciare la sua chitarra o a proiettare i film scelti con passione.

Qualche esperiano seduto sulle panchine in piazza Consalvo fissa il vuoto, davanti agli occhi le immagini di Isabella che in quel luogo ha danzato tante volte. Così il posto che per anni è stato punto di incontro, divertimento e gioia, per ironia della sorte è diventato il luogo in cui i due fratelli sono stati salutati per l'ultima volta. Nella chiesa in cui hanno ricevuto il battesimo hanno ricevuto l'estremo saluto. Sul sagrato ancora qualche petalo bianco, tutto intorno silenzio.