I danni sono ingenti e le colture, in molti casi, sono state già compromesse. Il mondo agricolo di Pontecorvo e delle aree del comprensorio sono in ginocchio dopo che il maltempo ha flagellato il territorio. Quarantotto ore di temporali, vento e trombe d'aria che hanno spazzato via un intero anno di fatica e lavoro. E così in questi giorni è partita la conta dei danni. Una quantificazione delle perdite subite che ha lasciato alcuni agricoltori con l'amaro in bocca perché, ora, si ritrovano senza raccolto e con i mancati introiti. In particolare, il maltempo ha provocato la distruzione delle coltivazioni del rinomato tabacco in località Melfi, del mais nella contrada di Ravano, ma anche del pregiato peperone dop che era avviato quasi alla maturazione.

E un primo bilancio di questo disastro parla già di oltre duecentomila euro di colture perse. A questa cifra occorre aggiungere, poi, i danni strutturali ancora non quantificabili. I capannoni scoperchiati, le recinzioni divelte e i tetti volati via.
«Da un primo,ufficioso, monitoraggio le perdite sono rilevanti. Il maltempo che nelle ultime 48 ore ha flagellato il comprensorio ha affermato il segretario di zona Coldiretti, Tommaso Di Brango rischia di compromettere una stagione che finora si annunciava tra le più proficue in assoluto e sulla quale gli imprenditori puntavano decisamente anche per recuperare i mancati raccolti della scorsa estate, segnata da una devastante siccità».

E così il primo bilancio parla di duecentomila euro: «Sono soldi che mancheranno ai nostri agricoltori. Stiamo monitorando l'evolversi dell'emergenza. Purtroppo ha aggiunto Vinicio Savone, presidente della Coldiretti di Frosinone le previsioni meteo non sono incoraggianti e temiamo che la conta dei danni sia destinata a lievitare». In queste ore la Coldiretti di Pontecorvo è impegnata a monitorare attentamente il territorio per mappare la distruzione portata dal maltempo.
«I sopralluoghi proseguiranno anche nei prossimi giorni, quando in città arriverà anche il direttore provinciale, Pietro Greco.
Attendiamo il passaggio della perturbazione per poi spiega il presidente della Coldiretti di Pontecorvo, Damiano Renzi chiedere ai sindaci di Aquino e Pontecorvo un tavolo di confronto per valutare l'opportunità di richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale». Intanto l'invito è quello di documentare i danni subiti anche al fine di una richiesta di risarcimento danni per calamità naturale.