È stato un trentatreenne africano a cedere la dose di eroina che è costata la vita a Paolo Rampini, trovato morto dalla madre nel loro appartamento di Ceprano il 7 agosto scorso. Ieri mattina i carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Pontecorvo si sono recati nella casa circondariale di Regina Coeli di Roma, per notificare l'ordine di carcerazione emesso il 24 agosto dall'ufficio del gip del Tribunale di Frosinone nei confronti del trentatreenne maliano, già detenuto nell'istituto penitenziario. Il provvedimento cautelare è stato emesso per l'accusa di aver ceduto a Paolo Rampini l'eroina che, assunta dal cinquantatreenne, ne ha determinato la morte per overdose. Le indagini degli inquirenti, dapprima a tutto campo, si sono presto strette intorno al nome dell'africano che il 14 agosto era stato arrestato a Frascati, a seguito di un servizio investigativo condotto dai carabinieri del Norm di Pontecorvo e della stazione di Ceprano, con ausilio del Norm di Frascati, in prossimità della fermata dell'autobus di Torre Angela.

Le forze dell'ordine avevano bloccato un'autovettura con a bordo un italiano e il giovane ora accusato di aver fornito la dose letale a Paolo Rampini. Lo straniero era stato messo subito sotto controllo a seguito della morte del cepranese. Quindi, dopo essere stato piantonato nell'ospedale di Frascati, successivamente all'arresto per aver ingerito degli ovuli pieni di sostanza stupefacente al momento del controllo, era stato condotto nel carcere romano. Paolo era un uomo dal passato tormentato, già coinvolto in questioni di droga e molto conosciuto in città. Era stato trovato morto nel bagno della sua abitazione in centro, vicino al Comune, dove viveva con la madre, il 7 agosto scorso intorno alle 21. Nell'abitazione erano subito giunti i carabinieri, coordinati dal luogotenente Bruno Falena che avevano effettuato i rilievi di rito e avviato i controlli.
Paolo Rampini può ora riposare in pace. Per la sua morte c'è un presunto colpevole.