Ci sono volute circa quattro ore per effettuare le autopsie sui corpi di Gianni, Mariano e Isabella. Poi le salme sono state rimesse a disposizione della famiglia.
Domani i funerali del padre e dei due ragazzi. Non si esclude che l'ultimo doloroso saluto al signor Paliotta e ai suoi due figli possa essere in forma privata.
Troppo grande il dolore dei familiari, degli amici e dei conoscenti che ancora non riescono ad arrendersi e ad accettare quanto accaduto: non vedranno mai più sbucare dal vicolo Mariano e Isabella.

Una tragedia che si presenta come una delle pagine di cronaca più brutte degli ultimi anni. Un delitto efferato che chiude l'estate 2018 con un senso di dolore e impotenza imparagonabile. Dalle analisi effettuate sembrerebbe confermata la ricostruzione secondo la quale il padre sarebbe entrato nella stanza dei figli mentre questi ancora dormivano e li avrebbe colpiti alla testa, prima il figlio e poi la figlia. Solo dopo aver commesso questo duplice terribile assassinio si sarebbe tolto la vita accasciandosi ai piedi di quel letto a castello che "ospitava" i sogni dei suoi ragazzi. Pochi istanti per cancellare interi anni di amore, gioie e dolori, di felicità e di speranze, pochi istanti per passare dalla luce alle tenebre.

Ancora in ospedale mamma Flora che,dal suo letto,dovrà trovare tutta la forza del mondo per riuscire ad andare avanti, a svegliarsi ancora, ancora e ancora senza i suoi due amati figli. Nella sua mente forse rivive ogni istante di quella terribile mattina, quella in cui si è svegliata come se fosse una giornata qualsiasi con tutti gli impegni in programma ma che, in un istante, ha visto andare in frantumi ogni sua certezza. Era andata a camminare con il fresco, così come faceva sempre, poi era rientrata e la sua casa era avvolta dal silenzio, ha pensato che i suoi cari stessero ancora dormendo, d'altronde visto l'orario non sarebbe stato così insolito.
In quel clima di pace apparente forse Flora potrebbe averne approfittato anche per fare un doccia o un caffè, poi però la terribile scoperta. Quei corpi immobili e senza vita e la sensazione di pace si è trasformata in certezza di morte. Uno choc profondo, un dolore inimmaginabile che le ha lacerato l'anima e che le ha portato via una parte di sé. La forza, l'ultimo briciolo, per chiamare i carabinieri e chiedere aiuto, poi il buio più profondo.
Il magistrato non è riuscito ancora a confrontarsi con la signora Flora, troppo lacerante il dramma che sta vivendo, attonita e fragile in questo momento che nessuna donna, madre e moglie dovrebbe mai vivere. Ha lasciato i suoi ragazzi che dormivano tranquilli e li ha ritrovati nella stessa posizione serena, ma senza vita.
Con il padre, suo marito, accasciato ai piedi del letto, a pochi centimetri da Isabella. Tutti i loro sogni, le loro speranze tagliate di netto da un colpo di pistola esploso dalla mano dell'uomo che diciannove e ventisette anni prima quella stessa vita gliel'aveva donata. Quando perdi un marito diventi vedova, ma quando perdi un figlio non ci sono definizioni, solo dolore.

Dopo l'autopsia disposta dal magistrato Roberto Bulgarini Nomi i militari del Nucleo Investigativo di Frosinone, coordinati dal maggiore Lombardi, insieme ai colleghi di Pontecorvo guidati dal capitano Tamara Nicolai – agli ordini del colonnello Cagnazzo – e alla squadra di pg del dottor Bulgarini vanno avanti negli accertamenti. Non possono essere esclusi ulteriori sopralluoghi, per avere una ricostruzione definitiva di quanto accaduto nella casa di corso Vittorio martedì mattina.