Lentamente, seppur a fatica, la vicenda delle offese del richiedente asilo "Six One" ( nome d'arte) che in un rap ha attaccato il ministro Salvini e il cui video è diventato virale, si va smorzando dal punto di vista mediatico. Restano, però, sia le divisioni sull'accaduto da parte dei cittadini e delle forze politiche e sia le conseguenze dal punto di vista giudiziario, dato che nei confronti del richiedente asilo è scattata una denuncia dopo un'indagine effettuata congiuntamente dai carabinieri e dalla Digos. Ieri la vicenda ha comunque vissuto una nuova fase. Infatti sia l'autore del video, il regista Claudio Tofani, che lo stesso ragazzo, ospite di una struttura ad Alatri, si sono recati in questura. Ma per due motivi diversi. Il regista Tofani è stato convocato per ricostruire la vicenda soprattutto dopo le minacce ricevute tramite social. Mentre "Six" è stato chiamato a presentarsi ma solo per effettuare delle verifiche dal punto di vista identificativo. E cioè ricostruire la sua storia, che tipo di status ha e dove alloggia. Nei prossimi giorni si vedrà come dal punto di vista giudiziario la vicenda terminerà.

Le reazioni
La Lega di Alatri, intanto, sulla vicenda ha emesso una nota. «Non vogliamo in nessun modo – ricordano – strumentalizzare la vicenda semmai chiarire alcuni aspetti e questioni. Possiamo ritenere lodevole l'iniziativa dell'associazione di scrivere una nota di precisazione per bocca del suo presidente, ma comunque non esaustiva. In primo luogo le scuse dovrebbero essere rivolte ai cittadini e agli italiani per il comportamento tenuto dal ragazzo autore del fatto. Ma la cosa che più ci lascia basiti e con l'amaro in bocca è la mancanza, nel comunicato dell'associazione, di frasi di scuse nei confronti del ministro dell'Interno; al di là di ogni considerazione politica il Ministro Salvini rappresenta sempre un'istituzione della repubblica.
L'integrazione passa anche da questo, dal rispetto delle nostre istituzioni, del nostro popolo e della nostra identità».
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