Invalido? Sì, ma solo sulla carta. Non è la prima volta che finti invalidi occupano spazi o usufruiscono di servizi destinati a persone che effettivamente ne hanno diritto.
Ma ogni volta la reazione di sdegno e di pubblica condanna ha sempre la stessa e comprensibile forza.Questa volta a finire nei guai per un contrassegno taroccato, utilizzato per parcheggiare in stalli destinati agli invalidi, è stato un trentatreenne di Ausonia scoperto dalla polizia municipale di Itri. A notare il contrassegno contraffatto in bella vista, sul cruscotto del suv parcheggiato in area vietata con rimozione forzata, sono stati gli agenti del Comando di Itri impegnati in un mirato controllo del territorio. Soltanto dopo essersi fatti consegnare il documento esposto, però, hanno potuto certificare il loro sospetto: quel cartellino in bella mostra non era altro che la riproduzione di un contrassegno per invalidi, piuttosto ben fatta. Un passepartou ignobile per poter lasciare il suv ovunque.

Il documento taroccato è stato sequestrato, mentre il trentatreenne di Ausonia denunciato per il reato di uso di atto falso. Oltre alla sanzione amministrativa.
«L'abuso del titolo di sosta  per i disabili è purtroppo un malcostume che le forze di polizia tentano di combattere quotidianamente -afferma il comandante De Michelis- Ci troviamo spesso davanti a soggetti che minimizzano il proprio comportamento ritenendolo normalità. Costoro non pensano al danno arrecato a chi effettivamente di quel contrassegno ne ha diritto».

Quello registrato ad Itri non è, purtroppo, un caso isolato. A Cassino e nel Cassinate le pubbliche denunce sul fenomeno sono all'ordine del giorno: il problema, purtroppo, è prima di ogni altra cosa culturale. Una battaglia che il colonnello Campoccio porta avanti da tempo e con una forza incredibile: «Qualche mese fa ho pubblicato una foto provocatoria su Facebook per far capire la situazione paradossale che si vive nel nostro territorio: il parcheggio di un centro commerciale pieno di auto 114 in tutto con contrassegno. Ma all'interno, zero sedie a rotelle! Se pur è vero che la disabilità ha molte forme, il fenomeno è purtroppo dilagante oltre che aberrante. Il tesserino è legato alla persona che ne ha diritto: è l'utilizzo che se ne fa che, molto spesso, è sbagliato»