Dopo la tragedia di Genova, è psicosi ponti. Sui vari social network, da parte di tanti utenti ciociari, è una pioggia di foto di cavalcavia e strutture che mostrerebbero i segni dell'usura del tempo se non addirittura cedimenti. Tutti si scoprono ingegneri e chiedono interventi. E così succede che anche gli amministratori cominciano a muoversi sollecitando messa in sicurezza e controlli sulle infrastrutture del territorio. La manutenzione, spesso mancata negli anni anche per la carenza di risorse, è la grande accusata. Tra i politici si registra un intervento del senatore Massimo Ruspandini di FdI che dichiara: «Alla ripresa dell'attività parlamentare chiederò la costituzione di una commissione d'inchiesta sullo stato della nostra rete infrastrutturale. Il drammatico crollo del ponte Morandi impone chiarezza. L'Italia è una nazione ferma, dove manca una pianificazione delle opere da realizzare per rinnovare le nostre infrastrutture. Un tema non da poco visto che la costruzione di nuove arterie incide sull'usura esull'ammoderna mento di quelle esistenti».

Ruggero Marazzi, disaster manager del Comune di Frosinone, spiega: «Non ci sono segnalazioni particolari a Frosinone.
L'unica riguarda il ponte di viale Mazzini per il quale il Comune ha inviato una segnalazione alla Regione anche per richiedere i contributi economici. L'area fa parte di una zona soggetta a dissesto idrogeologico. Qualche segnale di cedimento c'è, ma nulla di allarmante, altrimenti il ponte, che è monitorato, sarebbe chiuso. È evidente che tutte le opere infrastrutturali hanno bisogno di manutenzione. Ogni cosa ha il suo tempo, anche le abitazioni. Una grande opera è anche il risanamento del territorio, i cui benefici dal punto di vista della prevenzione sono inconfutabili. E i finanziamenti in questo caso ricadono su tutti i comuni».

Il sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, dichiara: «Le tragedie, anche le più crude e inenarrabili come quella di Genova, impongono una riflessione e devono insegnare. Questa mattina (ieri, ndr) come primo atto, di concerto con l'assessore Fernando Carnevale, ho predisposto una direttiva urgente all'ufficio tecnico per il controllo di tutti i ponti sul nostro territorio.
È un dovere di chi amministra». Gli amministratori e i cittadini di San Giorgio e Pignataro Interamna hanno già mostrato dubbi sullo stato in cui versa il ponte sul Liri, anche questo particolarmente utilizzando essendo un tratto della statale 630 che collega Cassino con la costa. Preoccupazione a Ferentino per il viadotto della variante Casilina che dà su via Giovine Tofe. Lo scorso anno è stato disposto il divieto di transito per gli automezzi del peso superiore a 7,5 tonnellate sulla variante Casilina.

Segnalata in passato la caduta di calcinacci sulla strada sottostante. A Veroli, all'altezza di Casamari, è stato segnalato un cavalcavia della superstrada dal quale in passato sono caduti calcinacci e per il quale nella strada sottostante è stato abbassato il limite di velocità. Una volta c'erano anche delle transenne che ora non ci sono più. Segnalazioni da Anagni.
Oltre al ponte autostradale che collega la Casilina con San Bartolomeo, col traffico inibito agli automezzi di peso a pieno carico superiore ai 120 quintali, un caso già segnalato riguarda il cavalcavia di Castellaccio. L'imponente struttura, che poggia su una foresta di pilastri collegati fra di loro, presenta numerose ulcere agli enormi travi in calcestruzzo armati, con corrugati d'acciaio scoperti e arrugginiti.