Non solo le insorte Ceccano e Patrica sono in preda alle allarmanti e vomitevoli "puzze", figlie dell'inquinamento territoriale. Lo è anche Castro dei Volsci, per l'esattezza la contrada Vallefratta. Se le prime due comunità puntano il dito contro l'agglomerato industriale e il depuratore Asi, che in base a uno studio divulgato dal suo gestore causerebbe circoscritte molestie olfattive, i residenti della frazione castrese hanno ormai da tempo nel mirino un'azienda del posto.

A raccogliere nei mesi scorsi le loro segnalazioni sono stati i "Medici di famiglia per l'ambiente", che hanno sottoposto a una prova di funzionalità respiratoria 120 cittadini, di cui 65 dell'area in questione e, per creare una comparazione, 55 di altre zone cittadine. Ora, visti i preoccupanti risultati dei test spirometrici, il sodalizio presieduto dalla dottoressa Marzia Armida si è avvalso del supporto tecnico dell'associazione ferentinate "Civis" e ha richiesto a Provincia di Frosinone e Comune di Castro dei Volsci «di disporre nuove e più stringenti prescrizioni all'azienda - comunicano - che, con tutta probabilità, è la fonte delle emissioni».
Questo perché 37 persone, ovvero il 57% degli esaminati abitanti di Vallefratta, hanno presentato problemi respiratori, nel 22% dei casi medio-gravi. Nelle zone più distanti dall'opificio, invece, 23 individui su 55 (il 43%) hanno disturbi ma di gravità mediamente inferiore. Quanto alla potenziale incidenza del tabagismo, inoltre, va evidenziato che tra ha partecipato al test un solo fumatore mentre tra gli altri lo hanno fatto in quattro.

«Le associazioni e i residenti - preannunciano pertanto "Medici di famiglia per l'ambiente" e "Civis" - sono pronti ad avviare altre azioni sul piano giudiziario ed amministrativo nel caso in cui la richiesta d'intervento dovesse risultare senza effetti. L'intento è, inoltre, quello di creare un precedente in tema di contrasto al fenomeno delle emissioni odorigene e non. Intervenire ed incidere sulla questione è possibile - concludono - e gli enti pubblici vanno sollecitati a farlo con le modalità e gli strumenti previsti dalla normativa e, se necessario, anche in sede giudiziaria».