Tre ore di autopsia. Tanto è durato l'esame affidato alla dottoressa Lucidi che servirà a stabilire con assoluta certezza le cause del decesso di Pasquale Di Prete, il cinquantaseienne di Esperia, scomparso sabato a Piedimonte San Germano dopo essere scivolato da una trivella all'interno di un giardino privato in zona Parito. E ora si attendono i risultati mentre gli accertamenti vanno avanti. Su disposizione del sostituto procuratore De Franco, ieri mattina il servizio Spresal è tornato nel giardino dove è avvenuto l'incidente per effettuare accertamenti irripetibili sul mezzo meccanico da cui il cinquantaseienne è scivolato. Troppo grave la ferita riportata alla schiena a seguito della caduta, inutili tutti i tentativi per provare a rianimarlo. All'arrivo in ospedale, a Cassino, poco dopo, non c'era più nulla da fare nonostante i medici abbiano tentato il tutto per tutto, con un massaggio cardiaco.

Per cause ancora al vaglio dei militari coordinati dal capitano Ivan Mastromanno, giunti subito sul posto insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Frosinone agli ordini del colonnello Gavazzi e alla sezione di Pg della segreteria del dottor De Franco, l'uomo sarebbe scivolato cadendo proprio su una parte metallica del mezzo utilizzato per la costruzione di un pozzo. Per la sua morte, sono stati iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto dal sostituto Emanuele De Franco, titolare dell'inchiesta, il proprietario della villa in cui è avvenuta la tragedia e il titolare della ditta che eseguiva i lavori.
Ma non si esclude che le persone coinvolte possano essere molte di più. L'area resta sottoposta a sequestro.