Una supervisione sui lavori di completamento dello stadio Benito Stirpe. Il Comune di Frosinone, preso atto della conclusione dei lavori il 22 settembre 2017, e della complessità degli stessi che hanno richiesto la risoluzione di problematiche di non facile soluzione, ha deciso di avvalersi del professor avvocato Mario D'Antino cui è stato affidato il compito di redigere una relazione. Si tratta di un compito per la ricognizione del procedimento anche al fine dell'inizio della gestione. L'avvocato ha concluso il suo lavoro, evidenziando come «il cronoprogramma dei lavori sia stato sostanzialmente rispettato, quanto meno nelle lavorazioni essenziali».Tuttavia ha fatto riferimento a un ritardo, in forza del quale ha calcolato che il Comune potrebbe esigere delle penali per 400.575 euro.

Il supervisore ha ripercorso tutte le tappe, a cominciare dalla consegna dei lavori, aggiudicati a un raggruppamento temporaneo d'impresa poi costituitosi in società di progetto con la denominazione di Togheter infrastrutture sportive. La concessione ha una durata prevista di 45 anni per un importo pari a 195.2000 euro. «Durante l'esecuzione dei lavori - scrive D'Antino - il comune di Frosinone ha autorizzato una proroga del termine per consentire di attivare le procedure di omologazione del complesso sportivo al 30 giugno 2017». D'Antino, però, evidenzia che «i lavori sono stati effettivamente terminati in data successiva (vedi dichiarazione del direttore dei lavori del 22/09/2017). Il direttore dei lavori osserva che alla data del 30/06/2017 i lavori erano sostanzialmente ultimati, ad esclusione di non significativi interventi di finitura riguardanti le opere aggiuntive di valorizzazione». Il consulente ha ricordato come il completamento dell'opera era stato suddiviso in due blocchi. Il primo, fase II, per un importo di 5.752.500 euro, corrisponde «a tutti i lavori necessari per la realizzazione dell'impianto sportivo ai fini della sua omologazione».

La seconda, fase III, per un importo di 3.810.000 euro, ha previsto le migliorie offerte dal concessionario in sede di gara. La seconda fase doveva concludersi, dopo l'ok allo slittamento in avanti, il 30 giugno 2017. Nuovi termini anche per la realizzazione delle migliorie, fissati al 30 giugno del 2018. D'Antino ai fini del calcolo delle penali «per ritardata consegna dei lavori» ha ritenuto di non «condividere le considerazioni della direzione dei lavori» con riferimento «al conteggio dei "giorni lavorativi" di ritardo» per «le opere necessarie alla omologazione dell'impianto». Nello specifico, ricorda D'Antino, «la sospensione delle lavorazioni (pur disposta dal coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione) per 10/15 min.
ogni ora avrebbe potuto essere riassorbita attraverso un'organizzazione, un orario lavorativo e/o un numero di lavoratori disposti diversamente: ma tale questione è comunque di stretta ed esclusiva competenza dell'esecutore».

Nella fase II il ritardo dei lavori è stato quantificato in 14 giorni per una penale di 80.535 euro, mentre per la fase delle migliorie i giorni di ritardo accertati sono stati 84 per una penale di 320.040. Il che porta a un totale di 400.575 euro.
Il consulente ha attestato che le variazioni rispetto al progetto originario non sono state sostanziali e che il collaudo ha attestato «la completa e corretta esecuzione delle opere». In conclusione, D'Antino loda la scelta del Comune di affidarsi al privato e di evitare costi rilevanti per l'erario, dice che opportuna è stata la scelta di affidare alla stessa ditta anche la fase I dei lavori (costruzione della porzione di copertura in cemento armato della tribuna esistente) per evitare duplicazioni di cantiere. Ma soprattutto che nonostante qualche ritardo, il cronoprogramma «sia stato sostanzialmente rispettato, quanto meno nelle lavorazioni essenziali» il che ha «consentito alla cittadinanza, in particolare, agli sportivi di beneficiare in tempi ragionevoli di un complesso architettonico monumentale funzionalmente valido». Questi elementi ora sono al centro delle valutazioni tra privato e comune per le determinazioni da adottare, tenendo sempre conto dell'importanza dell'opera, delle difficoltà nelle realizzazioni e della necessità di renderla fruibile in tempi solleciti.