Su sei colpi riscontrati sul corpo di Antonio Teoli, tre o forse quattro potrebbero essere risultati fatali. Ma a non convincere sarebbe soprattutto l'arma con cui l'ex operaio Fca sarebbe stato colpito: probabile, comunque, che si sia trattato di pezzi di vetro più che di un coltello.

Talmente forti i dubbi da spingere il medico legale a sottoporre la salma a un esame radiografico. In base alle primissime indiscrezioni trapelate, sembrerebbe che nella parte destra del tronco siano stati trovati diversi microframmenti di vetro: la morte sarebbe dunque la possibile conseguenza di una emorragia interna? O sarebbero stati quei tre o quattro colpi ben assestati a cagionare il decesso del pensionato? Le risposte arriveranno tra 90 giorni, data in cui la dottoressa Lucidi, incaricata dal dottor Emanuele De Franco di eseguire l'esame, depositerà la sua relazione in cui verranno inseriti tutti i dati emersi durante quattro ore di autopsia. Elementi utili alle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo, guidata dal capitano Nicolai e dal tenente De Lisa, con il suporto dei colleghi del Nucleo Investigativo di Frosinone e quelli della sezione Pg del sostituto De Franco.

Le ferite parlano
Era stato anche il giudice Scalera a soffermarsi sulle ferite riscontrare sul corpo della vittima: dalla tracce di sangue rilevate in casa, non è poi tanto peregrino ipotizzare che Antonio abbia cercato inutilmente la fuga: «Il padre ha cercato invano di salvarsi, dirigendosi all'esterno, dove ha perso la vita a causa dei colpi inferti, ben cinque in zona addominale di cui quattro cruciali» aveva sottolineato il gip nelle motivazioni a sostegno della convalida della misura per il figlio Mario, che resta in carcere per un'ipotesi di omicidio volontario aggravato. Di queste, almeno tre risulterebbero significative. Anche il figlio Mario è stato sottoposto ieri mattina (per circa 40 minuti) a un minuzioso esame del medico legale, così come voluto dalla procura, per capire se i tagli riscontrati su mani e torace possano essere o meno compatibili con i cocci di vetro sequestrati, insieme al coltello da cucina. Il trentenne, unico indagato per la morte del padre - assistito dall'avvocato Angelo Pollino - avrebbe più volte cambiato versione su quanto avvenuto mercoledì sera, ipotizzando anche l'epilogo di una rapina finita male.

La salma del padre, dopo l'esame autoptico, è stata restituita alla famiglia. I funerali si terranno domani alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria la Nova, a Rocca D'Evandro, paese d'origine della vittima.