Emergenza calabroni a Sora, dove nelle ultime settimane i timori legati alla puntura di questo insetto aumentano con il numero di segnalazioni dei nidi. Ad avere il termometro di quanto sta avvenendo in città è Massimo Di Ruscio, esperto per la bonifica dei nidi di vespe, calabroni e altri insetti, riconosciuto anche dalla Asl frusinate come operatore specializzato.
Il suo telefono squilla tutti i giorni. A chiamarlo sono famiglie che chiedono il suo aiuto. La "zona rossa" in questi giorni risulta essere quella di Tofaro dove l'allarme calabroni è molto alto.

«Chiedo agli organi che garantiscono la sicurezza e l'incolumità dei cittadini di intervenire - spiega Di Ruscio - perché i miei interventi possono focalizzarsi in abitazioni private su richiesta dei proprietari, ma facendo un sopralluogo in località Tofaro, dove in questi giorni ho prestato aiuto a un paio di famiglie, ho constatato che bisogna fare un'approfondita ricerca all'interno di strutture di enti privati che si trovano in loco perché proprio lì dentro, secondo il mio parere, si riproducono colonie di calabroni». L'invito di Massimo Di Ruscio è pressante. Anche perché con la salute delle persone non si scherza. E tantomeno con la razioni allergica che una puntura di calabrone può provocare, fino allo shock anafilattico. Proprio ciò che è capitato quindici giorni fa a un settantenne di Pantano che è stato punto da un calabrone ed ha avuto uno shock.

Per fortuna, l'intervento rapido dei sanitari dell'ospedale di Sora ha scongiurato il peggio. «L'attenzione sul problema, però, non deve scemare - avverte Di Ruscio. Certe punture non lasciano scampo. La prevenzione è l'unica arma che abbiamo.
Nella zona di Tofaro abitano tanti bambini e non è possibile che girino indisturbati decine di calabroni senza che nessuno bonifichi l'area». Da qui il suo appello affinché gli enti preposti si muovano.