Colpi ripetuti alla macchina dell'operatore ma anche minacce verbali pur di avere un po' di soldi "extra". I protagonisti sono tre minori egiziani ospiti di una struttura di Pontecorvo, arrestati dai carabinieri della locale compagnia. A lui chiedono 10 euro a testa e non sembrano affatto intenzionati ad accettare dinieghi. Gli episodi di violenza si consumano a giugno, in una delle tante cooperative sociali dove si seguono regole quotidiane e si investe sull'integrazione. Ma a tre degli ospiti interessa altro.

La ricostruzione
La prima volta che il dipendente diventa oggetto di estorsione è il 5 giugno. In concorso tra di loro, i minori egiziani decidono di mettere in atto una violenza che si materializza nel colpire, più volte, la macchina dell'operatore sociale della "casa famiglia" di Pontecorvo dove sono collocati. Un atteggiamento che costringe la vittima a corrispondere dieci euro ciascuno (30 in totale).Un "ingiusto profitto" con l'aggravante di aver agito in concorso nei confronti di un soggetto che svolge funzioni delicate, simili a quelle di un incaricato di pubblico servizio.
Purtroppo l'episodio non sarebbe isolato. È il 18 giugno quando, tutti insieme, "affrontano" nuovamente il dipendente.
Stavolta lo minacciano con parole di questo tipo: "Dacci i soldi, altrimenti ti facciamo male".E chiedono la somma di denaro pari alla paghetta quotidiana già corrisposta. Ma lui, memore dell'altro episodio, inizia a tergiversare, fa finta di acconsentire, accampa scuse utili per arrivare in macchina e allontanarsi. Non solo. Anche un altro operatore, poco dopo, sporge denuncia per lesioni: uno degli indagati avrebbe assunto atteggiamenti minatori provocandogli appunto lesioni. Fatti e atteggiamenti pesanti e inquietanti all'interno di una struttura per l'accoglienza, non rispettosi delle regole.

Così l'ordinanza di ieri scaturisce da un'indagine sviluppata dai militari della compagnia di Pontecorvo, guidata dal capitano Tamara Nicolai e dal tenente Vittorio De Lisa, proprio a seguito di denuncia da parte dell'operatore della coop. I militari della Stazione, infatti, li hanno tratti in arresto, in esecuzione dell'ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Roma, con l'accusa di estorsione e tentata estorsione. Gli stessi hanno precedenti penali per reati contro il patrimonio. Ora si trovano in due distinti Centri di accoglienza a Roma. Il terzo era già stato raggiunto da medesimo provvedimento il 27 luglio.