Subito a processo, senza passare per l'udienza preliminare. Per A.B., 45 anni, frusinate, accusato di aver violentato una vicina di casa non ancora quattordicenne, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante ha accolto la richiesta avanzata dalla procura di procedere con il giudizio immediato. L'uomo, attualmente detenuto dallo scorso febbraio proprio con questa accusa, dovrà comparire davanti al giudice il prossimo 7 dicembre.

La vicenda è legata alla denuncia presentata dai genitori di una ragazzina di Frosinone di 12 anni, residente nella zona bassa, violentata - secondo le accuse - dal vicino. Questi, per entrare in casa, avrebbe scavalcato il balcone, per poi farsi aprire la porta finestra, confidando sul fatto che, in quel momento, i genitori della ragazzina erano usciti per lavoro. Inoltre, lui era noto in famiglia e alla stessa, avendo svolto in passato piccoli lavori di manutenzione, ma anche - in base alle contestazioni - per averla molestata in altre occasioni.

A gennaio l'uomo dopo averla tirata con la forza per un braccio l'avrebbe denudata e, quindi, dopo essersi a sua volta spogliato ne avrebbe abusato sul letto. Alla fine dell'atto, l'uomo le avrebbe detto di non riferire a nessuno quanto era accaduto. Ma non solo. Già in altre occasioni, A.B. avrebbe compiuto atti sessuali con la minore, attraverso palpeggiamenti reciproci.

La versione della minore è stata ritenuta credibile da chi l'ha esaminata. A giugno, infatti, si era svolto davanti al gip l'incidente probatorio. Il magistrato aveva ascoltato il consulente tecnico incaricato, la neuropsichiatra infantile Vitale di Roma. La conclusione del lavoro peritale era che la ragazzina è capace di testimoniare sull'accaduto, che ha un ricordo limpido dell'episodio. Per il perito, la giovane presenta una certa immaturità, ben superiore alla sua giovane età, una minore capacità in termini di velocità elaborativa dell'evento. Il che ha portato la procura a contestare ad A.B. anche la minorata difesa.

La violenza era stata confermata dalla visita alla quale la dodicenne era stata sottoposta dai ginecologici dell'ospedale di Cassino. La ragazzina, negli scorsi mesi, era stata ascoltata in un ambiente protetto, in incidente probatorio, alla presenza della neuropsichiatra infantile, chiamata a valutare la sua capacità di rielaborare quanto stava denunciando.
Per di più, mentre la squadra mobile di Frosinone intercettava l'indagato nell'ambito dell'inchiesta, aveva captato - stando alle accuse - un dialogo al quale è stato dato un peso rilevante: «Se è per questo vado anche con le tredicenni», avrebbe confidato a un'amica, dopo che quest'ultima lo aveva provocato per un'avventura con una donna più grande di lui.