Già da martedì, dopo l'allarme per la scomparsa lanciato dai familiari, si era temuto il peggio per la sorte di Maria Catallo, sessantunenne di Pastena.
E ieri mattina intorno alle 8.30, purtroppo, i vigili del fuoco di Frosinone hanno estratto il suo corpo senza vita nell'alveo del Sacco, a circa 700 metri dal punto in cui è precipitata dal ponte, probabilmente trascinata durante la notte dalla corrente. Le cause del decesso sono al vaglio degli inquirenti. Al momento nessuna ipotesi viene esclusa, neppure quella di un gesto volontario.

La ricostruzione
La donna era uscita di casa alle 9 di martedì a bordo della sua Smart. Poi si erano perse le tracce. Non riuscendo più a contattarla e non vedendola rientrare a casa, i familiari avevano lanciato l'allarme. Immediatamente si era attivata la macchina dei soccorsi. Sono intervenuti i carabinieri di Pico, Ceprano e quelli Pontecorvo con la tenente Tamara Nicolai, le Anc Benemerita Ceprano e Aquino-Castrocielo, la protezione civile di Roccasecca e di Pontecorvo, i vigili del fuoco di Frosinone, il soccorso alpino di Cassino e anche il sindaco di Pastena Arturo Gnesi si è recato sul posto per partecipare alle ricerche dopo aver attivato la squadra della protezione civile.

L'auto della donna è stata ritrovata nel tardo pomeriggio di martedì a Ceprano, in via Crespasa, ai confini con Castro dei Volsci, vicino al "ponte di ferro". Le ricerche, sospese a causa del buio, sono riprese nella mattinata di ieri. Il personale del Comando vigili del fuoco di Frosinone ha perlustrato una vasta zona al confine con Castro dei Volsci. La macchina dei soccorsi si è messa in moto in assetto per la ricerca di persone scomparse; le squadre operative sono state supportate dagli specialisti del nucleo Tas (topografi), da quelli del nucleo cinofili e da una squadra Saf specializzata nella ricerca in ambiente impervio. Purtroppo, ieri mattina, la scoperta del corpo senza vita di Maria Catallo, ritrovato dai vigili del fuoco nell'alveo del Sacco.

La notizia della morte della sessantunenne ha lasciato tutti sconvolti nella piccola comunità pastenese e soprattutto le ex colleghe di lavoro. La donna, ex lavoratrice socialmente utile, aveva lasciato volontariamente il lavoro a fine giugno. La salma è ora a disposizione del magistrato che nei prossimi giorni potrebbe disporre l'esame autoptico.

Continua così la tragica scia di sangue nel territorio di Ceprano. Agli inizi di maggio Mariano Carlini aveva scelto di morire nello stesso punto dove era precipitata l'auto dei coniugi Umberto e Anna Patriarca, appena due giorni prima. Allora il ponte, sempre sul Sacco, era quello lungo la provinciale al confine con Falvaterra. Oggi Ceprano e Pastena piangono un'altra morte tragica. Ancora nel Sacco, ancora con un ponte a fare da muto testimone.