Un arresto potrebbe portare alla svolta nel caso dei tre napoletani scomparsi in Messico. Tra i "desaparecidos" c'è Raffaele Russo, che lo scorso 10 ottobre è rimasto coinvolto nell'operazione Sciacallo, condotta da carabinieri e polizia di Frosinone per stroncare le truffe in danno di anziani con la scusa che loro familiari erano rimasti coinvolti in fantomatici incidenti stradali. Allora il sessantenne Russo era stato colpito da un'ordinanza di custodia cautelare.
«Un arresto eccellente, di colui che potrebbe essere il mandante del sequestro, potrebbe presto rivelare informazioni sensibili sulla sorte dei tre nostri connazionali». È quanto ha affermato all'agenzia Ansa l'avvocato Claudio Falleti, legale delle famiglie di Raffaele Russo, il figlio Antonio Russo, 25 anni, e suo nipote Vincenzo Cimmino, 29 anni, scomparsi in Messico dallo scorso 31 gennaio.
Il fermato, Josè Guadalupe Rodriguez Castillo, detto don Lupe, è ritenuto a capo del cartello criminale Jalisco Nuova Generazione. A fine febbraio erano stati arrestati quattro agenti della polizia locale che avrebbero consegnato gli italiani a un esponente del cartello criminale. Secondo l'avvocato dei Russo l'arrestato potrebbe essere la stessa persona cui sono stati consegnati i tre. Lo scorso 10 luglio ad Apatzingàn, nello stato di Michoacan de Ocampo era stata trovata una vettura, una Honda, utilizzata dai tre napoletani scomparsi.