Nessuno è mai scappato e di certo non lo ha fatto con i soldi della festa. Anzi. La posizione della Dc, all'indomani della mancata serata (la seconda) della "Festa dell'Amicizia" prevista a Cassino lo scorso fine settimana - e soprattutto della bufera che ne è seguita - è stata molto ferma. Nel pomeriggio del 29 luglio, infatti, la forte polemica dei commercianti - con l'intervento anche della polizia del Commissariato di Cassino coordinata dal dottor Mascia - e l'annuncio di una querela da parte di una decina di persone - aveva calamitato non poche attenzioni.

Un chiarimento necessario, dunque, quello della Dc teso a spiegare cosa sia accaduto in relazione all'annullamento della seconda serata della kermesse.
Il dirigente prende la parola. «Nessuno dell'organizzazione è mai scappato, tantomeno con i soldi. Il partito che ha organizzato la seconda edizione della "Festa provinciale dell'Amicizia" non c'entra assolutamente nulla - ha spiegato Pasquale Moretti, dirigente della Dc - Abbiamo organizzato con un comitato ristretto la due-giorni a Cassino, il 28 e 29 luglio. La festa è iniziata sabato con l'entrata degli standisti alle 15 circa che, già all'ingresso, erano tenuti a pagare - oltre all'acconto, come impegno di partecipazione all'evento - il restante importo, in base ad accordi scritti. C'era anche qualcuno che non aveva dato acconti e che avrebbe dovuto pertanto versare interamente la quota. Siamo stati disponibili a farli entrare comunque, senza ritirare subito il denaro, posticipando la raccolta delle quote intorno alle 18 così da lasciare loro un po' di tempo per sistemarsi. In quel momento, fatta eccezione di qualcuno, la maggior parte non avrebbe più voluto corrispondere nulla. E abbiamo avuto l'impressione che ciò fosse valevole anche per il giorno dopo. In qualità di dirigente del partito - ha spiegato Moretti - ho atteso con calma fino al giorno successivo (domenica, ndr). Poi, però, avendo risposte negative anche domenica ho deciso di chiamare polizia e carabinieri per comunicare la sospensione della manifestazione».

Il segretario provinciale Dc avrebbe sottoscritto un accordo con cui i commercianti ambulanti (una ventina) si impegnavano a versare, oltre all'acconto, la differenza «entro e non oltre la mattina del 28 luglio, pena l'esclusione alla partecipazione e la conseguente perdita dell'anticipo versato», come si evince dagli accordi sottoscritti dagli standisti. Alla comunicazione dell'annullamento della seconda serata, i commercianti avrebbero richiesto i loro soldi, allertando la polizia e sottolineando di non essere più riusciti a comunicare con lui, ormai irreperibile. Una polemica in cui le rivendicazioni sono state esplosive.
«Non mi sono sentito bene, dopo alcuni giorni di malessere. E per questo sono andato in ospedale, a Pontecorvo. Ma nessuno è mai scappato, semmai abbiamo avuto noi un mancato incasso. Mi dispiace molto per gli standisti che non hanno avuto riscontro nelle loro attese di vendita» ha puntualizzato Moretti, che poi ha aggiunto: «Abbiamo sostenuto delle spese per l'avvio della festa che hanno superato gli acconti: sono stato io, in qualità di dirigente del partito, a coprire le altre spese di tasca mia» .

Un lavoro durato oltre un mese, quello organizzativo, con un buon successo per la serata di sabato. «Una situazione che non ha riguardato, però, tutti gli standisti. Il partito - ha concluso Moretti - si smarca da questa situazione e da questa polemica»