Stava dormendo mentre era seduto sul posto del passeggero, di ritorno dalla serata trascorsa in discoteca, diretto verso Fiuggi col suo amico alla guida. Poi ha sentito il botto e si è svegliato. Ha chiesto all'amico cosa fosse accaduto e lui gli ha risposto che aveva investito un cane. Questa è la versione del giovane passeggero a bordo dell'auto che, poco prima dell'alba di domenica 22 luglio ha investito e ucciso Mouhamed Camara, il rifugiato di 19 anni della Guinea Conakry che viaggiava su una bicicletta all'altezza del chilometro 43 della Monti Lepini in direzione di Sezze, dove lavorava da qualche giorno come bracciante agricolo.

Con la sua versione dei fatti, il giovane ha confermato quanto già detto dal suo coetaneo che era alla guida, il fiuggino A. F., che si è costituito poche ore dopo l'incidente ed è stato denunciato per omicidio stradale e omissione di soccorso. «Non mi sono accorto di niente», aveva raccontato il ragazzo ai carabinieri della stazione di Fiuggi, confermando di non aver visto il ciclista che percorreva il suo stesso senso di marcia, motivando così la sua omissione di soccorso. Il ragazzo, che pensava di aver colpito un cane, avrebbe scoperto quanto accaduto soltanto il giorno dopo, a casa sua, a Fiuggi, leggendo su internet gli articoli sulla morte di Mouhamed Camara. Il che lo avrebbe indotto a costituirsi subito.

Sull'incidente indagano i carabinieri di Fiuggi. La vettura del giovane è stata sequestrata, così come la bicicletta su cui viaggiava il ragazzo della Guinea. Il corpo di Mouhamed Camara è ancora a disposizione degli inquirenti.