Dopo l'ordinanza sindacale di divieto di pascolo e coltivazione nel sito del Nocione emessa venerdì dal primo cittadino, gli ambientalisti non mollano.

Edoardo Grossi in prima fila: «Siamo soddisfatti della decisione, l'acqua di quei pozzi non può essere utilizzata per irrigare i campi, l'erba non può essere mangiata dal bestiame che poi fornisce il latte con il quale vengono prodotti tanti formaggi che finiscono direttamente sulle nostre tavole. Ma adesso dobbiamo guardare oltre e andare più a fondo. Cosa ne sarà di tutti quei prodotti della terra e i lavorati caseari che sono stati realizzati fino al 27 luglio?

Se i prelievi e la campionatura del terreno, dei fanghi e della falda acquifera sono stati fatti il 25 giugno, allora tutto quello che si è prodotto in questo mese potrebbe avere assorbito le sostanze presenti in quei campioni. Come ci si deve comportare un produttore e quali possono essere le misure per questi casi? La situazione è delicata e ora che finalmente la questione Nocione sembra aver preso la direzione giusta, auspico che venga fatto tutto il possibile per continuare a tutelare la salute dei cittadini».

Grossi ha anche scritto al Ministro dell'Ambiente evidenziando le criticità vissute dalla comunità per le problematiche ambientali, tra cui anche il fenomeno dei roghi incontrollati. A rispondergli il capo della segreteria del ministro Costa "Le rappresento che in merito alla problematica segnalata, ho provveduto ad inoltrare la sua nota alle direzioni competenti di questo Ministero". L'attenzione resta alta e presto si procederà anche con la richiesta da parte di Grossi e Avella al Consorzio di Bonifica di analisi sulle acque di tutti i pozzi della zona e della falda acquifera, non solo dell'area oggetto d'ordinanza, dai quali viene prelevata la risorsa idrica per l'irrigazione.