Lo hanno accompagnato al Centro di permanenza per i rimpatri di palazzo San Gervasio a Potenza: da lì verrà espulso in maniera definitiva. Dove sia stato in questi due mesi, dopo aver aggredito i carabinieri, e nonostante il lungo "curriculum" criminale, non si è mai saputo, ma venerdì scorso Harmony Godsent, 20 anni nigeriano, è stato rintracciato dai militari a Ceccano e per lui è stata avanzata la proposta per il rimpatrio. Ottenuta la disponibilità da parte della struttura di Potenza, dopo tutte le pratiche del caso, verrà allontanato dal nostro territorio per tornare nel suo paese d'origine, la Nigeria.

Il giovane è stato fermato dai militari della stazione fabraterna, nell'ambito di un servizio predisposto per il controllo del territorio.
Quanto accaduto il 23 maggio scorso all'ufficio postale di via Fosse Ardeatine, a Frosinone, aveva suscitato, inevitabilmente, la reazione di sdegno di tantissime persone. Il giovane aggressore era tornato libero di andarsene in giro, nonostante avesse messo le mani addosso a tre carabinieri, nonostante una lunga lista di precedenti, nonostante abbia cercato di colpirli con una spranga di ferro, un cartello della segnaletica stradale scardinato con forza dal nigeriano. I carabinieri (tutti coordinati dal colonnello Fabio Cagnazzo) si sono salvati soltanto grazie al tempestivo intervento di un'altra pattuglia. "Acciuffato", in viale Marconi, per il nigeriano erano scattate le manette. Ma il giorno successivo era tornato già in libertà. A innescare la rabbia nel giovane richiedente asilo era stata l'impossibilità di ritirare contanti dalla postepay. I soldi non li aveva più sul conto. Era sotto di cinque euro. Non gli venivano più accreditati perché non più assegnato a una cooperativa, dopo un allontanamento volontario ed essere diventato senza fissa dimora.

Convalidato l'arresto, era stato condannato a due anni e sei mesi. Ma a piede libero. E non si sapeva dove fosse finito e neanche se avesse lasciato la Ciociaria. Pochi giorni dopo è stato addirittura arrestato a Roma per "rapina aggravata" venendo ancora una volta rimesso in libertà dal giudice capitolino.
L'altro ieri è stato rintracciato a Ceccano e proposto per il rimpatrio. Questa volta è stato accompagnato al Centro di Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio di Potenza, per la successiva definitiva espulsione.