Lui ha tracciato la strada della rinascita. L'ha costruita ed asfaltata, poi ha messo su pista Giulia e Stelvio, presto accompagnate da altri modelli della sfavillante gamma Alfa Romeo. Ora il territorio ha un sussulto di "devozione" e sente una responsabilità nei confronti di quell'uomo che non ha permesso che la recessione divorasse il futuro del basso Lazio.
È lo spirito che anima l'iniziativa, la prima del neo eletto presidente del Cosilam Mario Abbruzzese, di intitolare una strada a SergioMarchionne. Lo farà durante il suo battesimo ufficiale, nella seduta d'insediamento del cda.

Ma sono le parole che utilizza che fanno pendant con quelle di tutto il mondo politico e imprenditoriale della terra benedettina a rimarcare il valore di quell'occhio puntato sullo stabilimento cassinate da parte dell'ex ad. «Sergio Marchionne ha ricostruito e rilanciato a livello globale la casa automobilistica italiana -ha detto Abbruzzese- In questi giorni gli imprenditori, i sindacati e i suoi stessi operai stanno ringraziando quest'uomo che ha avuto una visione futuristica trasformando Fiat in Fca e facendola diventare uno dei principali produttori di auto a livello internazionale. E anche il nostro territorio deve molto a Marchionne che ha rilanciato lo stabilimento di Piedimonte trasformandolo nel centro di produzione Alfa Romeo dando, così, nuova linfa a un sito industriale che, fino a pochi anni fa, viveva in un contesto di forte difficoltà. Gli investimenti, i nuovi modelli e le strategie di sviluppo che Marchionne aveva già programmato per il nostro territorio rappresentano il futuro. Per questo motivo non possiamo che accogliere con favore la proposta lanciata dal Presidente nazionale di Confimprese Italia Guido D'Amico e condivisa da tutte le associazioni datoriali (Unindustria, FederLazio, Camera di Commercio) oltre che dagli imprenditori del territorio di intitolare una strada all'amministratore delegato Sergio Marchionne.
E proprio questo sarà il primo atto che adotteremo nella seduta d'insediamento del nuovo consiglio di amministrazione del Cosilam».
Anche la città che ospita lo stabilimento si mobilita. Quello di Piedimonte è stato il primo grande insediamento Fiat nel Sud, nato nel 1972 per produrre la 126. Ora è quello tecnologicamente più avanzato, culla delle grandi sfide, casa della "meccanica delle emozioni".

L'ad nel 2007 anticipò tutto
Lo disse proprio Marchionne nell'aula magna della Folcara: era il 5 ottobre del 2007 e gli veniva consegnata la laurea honoris causa in Economia. «Qui abbiamo il più avanzato stabilimento del gruppo, dal punto di vista tecnologico è il più automatizzato della Fiat, ha sofferto molto nel passato, oggi possiamo dire che sta vivendo una fase di rinascita. Abbiamo stanziano 1,2 miliardi di euro in tre anni per questo stabilimento per permettere a Cassino di incrementare la capacità produttiva, per incrementare i nostri impianti e portarli a una sfida internazionale: è un impegno che abbiamo preso dall'inizio e intendiamo farlo soprattutto al sud. Sentiamo il dovere di continuare a investire nelle regioni del Mezzogiorno che rappresentano una risorsa per lo sviluppo del Paese». Aveva "solo" sciolto l'alleanza con la General Motors, «che limitava la libertà di movimento» e aveva iniziato ad avviare intese commerciali e industriali con importanti partner per l'apertura a nuovi mercati. Aveva sovvertito le gerarchie e «il controllo dall'alto» veniva «sostituito con strutture flessibili, a diretto contatto con il mercato».. In questo universo di intuizioni, nove anni prima del lancio della Giulia aveva già piazzato Cassino al centro dei suoi "desideri" produttivi.
Ecco perché il sindaco Gioacchino Ferdinandi, cosciente che ora Piedimonte rappresenti «uno degli stabilimenti più importanti d'Europa» e che «rappresenti la crescita economica del basso Lazio» esporrà le bandiere a mezz'asta in Comune, proclamando per oggi il lutto cittadino in segno di cordoglio e di vicinanza alla famiglia. Ci sarà anche un minuto di silenzio prima di ogni evento in programma nella giornata. Per una volta unito, il territorio pronuncia il suo "grazie" a chi ha costruito il futuro di una terra destinata a vedere sfiorire ogni speranza.