Il randagismo è una piaga, purtroppo, comune a molti paesi, soprattutto in estate. Cani abbandonati al loro destino che spesso si ritrovano a vagare per le strade dei nostri comuni in cerca di acqua, cibo o semplicemente di un riparo. Spesso, smarriti, finiscono investiti da qualche automobilista. E qualche volta, per paura o per difendersi, possono diventare aggressivi. In situazioni del genere i cittadini dovrebbero segnalare il caso alle autorità ed attendere l'arrivo degli accalappia cani o le soluzioni preposte dagli enti di competenza. Ma a San Donato Val di Comino, la scorsa notte, non è andata così. Qualcuno, infatti, con un atto ignobile, ha ben pensato di avvelenare due randagi che da qualche tempo vagavano in paese. Eliminarli definitivamente deve essere sembrata la soluzione più veloce per sbarazzarsi di quei due cuccioli che, per qualcuno, erano diventati "di troppo".

Nell'ultimo periodo diverse erano state le segnalazioni su quei randagi divenuti pericolosi per la pubblica incolumità tanto che il Comune aveva predisposto che dovessero essere accalappiati ma prima che l'accalappia cani potesse svolgere il suo compito i due animali sono stati uccisi. 
Questa mattina i residenti del paesino della Valle di Comino hanno trovato i giardini davanti al Comune transennati, a terra giacevano gli animali. Morti, con molta probabilità, avvelenati. Una scena raccapricciante quella apparsa agli occhi del sindaco Enrico Pittiglio e degli operatori che sono dovuti intervenire. Ora il primo cittadino lancia un appello a chiunque sappia qualcosa o abbia informazioni utili per risalire all'autore o agli autori del gesto che ha indignato l'intera comunità: "È arrivato il momento di urlare a gran voce che questa storia deve finire. Vi invito a segnalare qualsiasi dubbio, considerazione o movimenti visti o sentiti in questi giorni per avere maggiori informazioni utili alle indagini che stanno svolgendo i carabinieri." - ha detto Pittiglio-. 
Gesti come questo no, non devono e non possono restare impuniti.