Corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, frode nelle pubbliche forniture e altro sono le contestazioni rivolte a vario titolo nei confronti di un architetto nella sua qualità di direttore dei lavori per conto dell'Astral e di un imprenditore di un consorzio di imprese. Le accuse scaturiscono da una complessa e articolata attività investigativa portata avanti dalla Sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri presso la Procura di Frosinone unitamente ai militari del dipendente Nucleo Investigativo e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, che, ieri, hanno dato esecuzione ad una ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Gip, Antonello Bragaglia Morante, su richiesta del procuratore della Repubblica di Frosinone Giuseppe de Falco. L'architetto (direttore dei lavori per conto della ditta Astral) è stato colpito da "sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio" per dodici mesi, mentre l'imprenditore è stato destinatario della misura cautelare del "divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali" per un anno.

L'attività investigativa, condotta attraverso numerose acquisizioni documentali, assunzioni di informazioni ed attività tecniche, ha permesso di far emergere un collaudato sistema di corruzione e ha tratto origine a seguito dell'esecuzione dell'appalto di sorveglianza, pronto intervento e manutenzione ordinaria delle strade di competenza regionale, affidato dalla ditta Astral, in relazione al lotto 4 sud, ad una associazione temporanea di imprese per un totale generale relativo all'intervento di 4 milioni di euro circa. Sempre nella giornata di ieri i Carabinieri e i militari della Guardia di Finanza di Frosinone, hanno notificato anche dodici avvisi agli indagati di conclusione delle indagini preliminari a carico di imprenditori, direttori dei lavori, responsabili di uffici tecnici di tre comuni della provincia di Frosinone (Strangolagalli, Morolo e Guarcino) e di un ex sindaco, tutti indagati nell'ambito di un procedimento penale stralciato e scaturito a seguito della prima attività investigativa, in quanto si sarebbero resi responsabili, a vario titolo,di abuso d'ufficio, turbata libertà degli incanti, falsità materiale commessa da pubblico ufficialein attipubblici, truffa e altro.

Reati che si sarebbero concretizzati, secondo l'ipotesi della procura, nell'ambito di gare di appalto indette per l'assegnazione di lavori pubblici per un valore complessivo di 5milioni di euro, eseguiti nei tre comuni dell'hinterland frusinate. Gli episodi terminati sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono diversi e vanno dal 2012 al 2016.
A finire nel mirino della procura sono stati: Francesco Tirocchi (difeso dagli avvocatiPierpaolo Dell'Anno e Pasquale Cirillo), responsabile, all'epoca dei fatti contestati, dell'ufficio tecnico del Comune di Guarcino e responsabile del procedimento e presidente della commissione aggiudicatrice dell'appalto per la riqualificazione ed incremento dell'efficienza energetica del patrimonio edilizio pubblico (Edificio Complesso "Sant'Angelo"), responsabile del procedimento e presidente di commissione per l'appalto dei lavori di manutenzione straordinaria dell'area Fonte Filette, responsabile dell'appalto del rifacimento di acquedotto e fognatura in via Cercito e in via Powell, nonché responsabile del procedimento e presidente della commissione per l'aggiudicazione dell'appalto per i lavori di riqualificazione dell'antico percorso lungo via Cercito; Riccardo Parente (difeso dall'avvocato Gianpietro Baldassarra) procuratore generale della ditta "Parente Riccardo&Attilio" poi divenuta Cogepar nonché contitolare di fatto della "G&M Lavori" e Attilio Parente (difeso anch'egli dall'avvocato Gianpietro Baldassarra) nella sua qualità di amministratore unico della "Parente Riccardo&Attilio" srl; Francesco Rocchino (difeso dall'avvocato Maurizio Filiacci) legale rappresentante della "Ortana Asfalti"; Giancarlo Parente (difeso dall'avvocato Gianpietro Baldassarra), legale rappresentante della "G&M Lavori srl"; Fernando Fiore (difeso dall'avvocato Mario Di Sora), responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Strangolagalli, responsabile del procedimento e membro della commissione preposta all'aggiudicazione dell'appalto per i lavori di rimozione della pericolosità per la frana di via Cerreto; Antonio De Vellis (difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli), sindaco del Comune di Strangolagalli all'epoca dei fatti che gli vengono imputati, accaduti tra il 2012e il 2013, responsabile del servizio dei lavori pubblici e presidente della commissione preposta all'aggiudicazione dell'appalto per la frana di via Cerreto; Mario Fabrizi (difeso dall'avvocato Loredana Ruscito), nella sua veste di progettista e direttore dei lavori di rimozione della pericolosità della frana di via Cerreto, finanziati dalla Regione Lazio; Enzo Biagio Lisi (difeso dall'avvocato Loredana Ruscito) anch'egli come progettista e direttore dei lavori di rimozione della pericolosità della frana di via Cerreto; Ignazio Moriconi (difeso dall'avvocato Mario Di Sora), responsabile dell'ufficio tecnico del Comune di Morolo (qui sono finiti sotto la lente le gare per i lavori di manutenzione stradale, al centro storico, alla pubblica illuminazione, di riqualificazione dei sentieri montani, di opere igienico sanitarie e di altro tipo sulla Pedemontana Monti Lepini e di messa in sicurezza della scuola media Biondi); Giuseppe Cimino (difeso dall'avvocato Rosario Grieco), amministratore unico della "Cimino Giuseppe srl"; Gianluca Tamburrini (difeso dall'avvocato Vincenzo Galione), amministratore unico della "Calcestruzzi Valcomino srl".

Gli accertamenti investigativi hanno riguardato principalmente le procedure di affidamento dei lavori da parte delle pubbliche amministrazioni e i singoli episodi contestati, benché slegati geograficamente e temporalmente tra loro, hanno, nella maggior parte dei casi, come minimo comune denominatore quasi sempre le stesse ditte cui venivano affidati i lavori in via diretta o tramite subappalto grazie a un complesso intreccio di amicizie e rapportidi variogenere. Gli indagati respingono le accuse e ora hanno venti giorni per presentare memorie e richiedere altri accertamenti per poter dimostrare la propria innocenza.