La riapertura della provinciale Atina-Villa Latina è ancora in alto mare. Nonostante quei tre chilometri di strada rappresentino un collegamento vitale per l'economia dei territori (Atina con Villa Latina, Picinisco e S. Biagio Saracinisco), nulla è stato fatto per rimettere in sicurezza il costone di montagna dal quale, nel settembre scorso, si staccarono enormi massi che danneggiarono la strada sottostante.
Furono le pesanti piogge che caddero quel giorno (9 settembre) a smuovere due massi dal costone a picco sulla piana a valle. Rotolarono giù fino alla provinciale. Quello da cinque tonnellate, dopo essere piombato sulla carreggiata creando un cratere e danneggiando metri di guardrail, terminò la corsa nella sottostante campagna. L'altro rimase sulla strada e fu rimosso dalla pala meccanica. Nessun veicolo rimase coinvolto mentre immediati furono gli interventi dei tecnici del Comune di Atina, della Provincia di Frosinone e i volontari della Protezione Civile.
Al termine dello sgombero la strada fu chiusa al traffico per permettere un'accurata ispezione del costone durante la quale furono rilevati altri massi in bilico.
Si decise quindi di rimuovere quei massi per ripristinare la sicurezza sulla strada, ma un ostacolo si frappose: il costo dell'operazione, poco meno di 300.000 euro. L'amministrazione atinate lanciò richieste di aiuto alla Regione, ma senza risposte. I mesi sono passati e finora si sono avute solo promesse dai vari enti.
«Noi possiamo coprire le buche lasciate dai massi sulla strada e ripristinare il guardrail, ma la messa in sicurezza del costone non compete alla Provincia», dice l'ingegner Tommaso Secondini del settore viabilità.