Biko è in Italia da due anni, è sposato e padre di due bellissimi bambini, una femminuccia e un maschietto. Ha ventotto anni, è del segno della vergine, lavora e mantiene la sua famiglia. È laureato, ha degli obiettivi e dei valori. Arriva dallo Zambia, dove ha incontrato quella che sarebbe diventata poi sua moglie, Mary. Con lei ha lavorato in un ospedale psichiatrico, ha studiato e si è specializzato. Poi ha seguito il suo cuore ed è arrivato a Cassino. Sabato Biko, uscendo dal lavoro, si è fermato a bere una birra in un locale, mentre era seduto a sorseggiare la bibita la titolare dell'attività e gli avventori lo hanno aggredito e insultato. Era al telefono e sua moglie, una giovane donna, una madre, ha ascoltato quello che stava accadendo e lo ha raggiunto. Quando è arrivata è stata insultata a sua volta, le è stato detto di tutto sulla sua vita privata e sulle sue scelte. Parole forti e volgari.

La loro storia è finita sui social, lei ha voluto raccontare al mondo quello che quotidianamente sono costretti a vivere. «Non è la prima volta che accade, ma per noi è sempre un dolore - hanno spiegato - Ci hanno insultato anche davanti ai bambini. Nessuno può permettersi di giudicare l'altro, tantomeno di offendere e di ferire chi si ha di fronte solo per un pregiudizio». A parlare sono due genitori come tanti, che nel loro presente convivono con pregiudizi e cattiverie ma che per il loro futuro sperano di offrire ai loro figli un mondo diverso. Sono due professionisti che lavorano nel sociale e che si occupano del prossimo. «Ormai possiamo dire di averci fatto l'abitudine - ha spiegato Mary - ma non significa che sia accettabile, anzi. In un momento, con quattro insulti e volgarità meschine sono stati cancellati anni di lotte e rivoluzioni, proprio a pochi giorni dall'anniversario della morte di Nelson Mandela. Andremo avanti, combatteremo contro questo pensiero stereotipato e faremo sentire la nostra voce. Nessuno è in diritto di insultare gli altri. Abbiamo voglia di condividere la nostra esperienza e la nostra umanità con chi non ce l'ha».

Il clima negli ultimi anni è diventato incandescente e, forse, si fa troppo presto a prendere di mira qualcuno. Non tutti gli uomini dalla pelle scura sono pericolosi, così come non tutti quelli dalla pelle chiara sono corrotti o violenti. La cattiveria colpisce tutti gli uomini nello stesso modo e il tempo in cui viviamo ci impone di imparare a fare la differenza, sul contenuto e non sull'aspetto.