Profughi "incivili" all'uscita del supermercato. Esplode la protesta dei cittadini che hanno rilevato comportamenti inadeguati dei rifugiati che quotidianamente si trovano all'esterno dei supermercati offrendosi di aiutare i clienti con i carrelli e la spesa. Una cepranese racconta che un profugo era seduto sui carrelli e con i piedi li spostava per porgerli ai clienti, un modo piuttosto singolare per aiutare, tutt'altro che cortese. Il gesto si commenta da sé.

Non è decoroso vedere questi stranieri chiedere soldi all'uscita dei negozi, tanto meno vederli mettere in atto gesti poco civili, ma forse qualcuno dovrebbe spiegare loro come comportarsi, chiarire le regole di vita del luogo e dare loro gli strumenti per integrarsi. È difficile accettare persone che si comportano in modo inadeguato. Se effettivamente si vuole accogliere bisogna farlo offrendo ai rifugiati gli strumenti di integrazione e non abbandonarli a se stessi, perché è difficile farsi accettare o inserirsi nella rete sociale senza conoscerne le regole e soprattutto la lingua.

Inevitabilmente simili situazioni sviluppano intolleranza e insofferenza. Una donna che va a fare la spesa e si vede "porgere" (si fa per dire) un carrello con i piedi resta perplessa e magari ci ripensa e non lo prende legittimamente infastidita e dubbiosa a dover mettere le mani dove qualcuno ha messo i piedi scalzi e lo ha spostato. Non si tratta di intolleranza, nè di razzismo, altrettante riflessioni sarebbero state sollevate se una qualunque altra persona seduta sui carrelli avesse effettuato analogo gesto. 
L'episodio evidenzia la forte necessità di promuovere la vera accoglienza dei rifugiati e un'integrazione efficace realizzata attraverso azioni programmate in primo luogo con la conoscenza della lingua e poi l'acquisizione di comportamenti adeguati al territorio che ospita.