Centrale operativa 118 a Latina? Manco a parlarne: l'Opi (Ordine provinciale delle Professioni infermieristiche) boccia senza mezzi termini l'idea di accorpare la sede di Frosinone con quella di Latina, unificando la postazione deputata a ricevere e gestire le chiamate di emergenza sanitaria e ubicandola in terra pontina. Atto che rientrerebbe in un più ampio progetto regionale di riforma del sistema delle centrali del 118 che punterebbe, nel prossimo futuro, a creare tre sole centrali in tutto il Lazio: a Roma, Rieti (che accorperebbe Viterbo) e appunto Latina (che fagociterebbe Frosinone).

Ad illustrare la posizione dell'Opi è stato, ieri mattina in una conferenza stampa, il presidente Gennaro Scialò. Un "no" che trae origine da diversi fattori, elencati in sintesi dallo stesso dirigente: «Pensiamo all'orografia della nostra provincia, più articolata e complessa, con tanti piccoli comuni montani difficili da raggiungere, rispetto a quella, piatta, delle zone pontine. Pensiamo alla circostanza che da noi il numero degli interventi richiesti cresce anno dopo anno mentre a Latina un surplus si verifica solo d'estate per i turisti. Pensiamo al fatto che in Ciociaria ci sono ben 91 comuni a fronte dei 33 pontini. E poi -ha proseguito Scialò- teniamo conto anche delle difficoltà di attuare la geolocalizzazione, di cui parlano tanto come antidoto a tali problematiche, in un territorio come il nostro dove è difficile trovare un indirizzo anche a Frosinone. Quindi, le difficoltà nella comprensione dei linguaggi,visto che in Ciociaria ci sono 91 dialetti diversi,uno per ogni comune.
E poi ha concluso va preso in considerazione il significativo aumento della mortalità che si registra nella nostra provincia rispetto a quella pontina e che rende indispensabile la presenza sul territorio di una centrale del 118 efficiente, i cui operatori conoscano bene le zone e sappiano indirizzare i mezzi di soccorso in tempi rapidi e in modo certo».