Finisce l'era Marchionne. Non c'è ancora il timbro dell'ufficialità ma secondo indiscrezioni trapelate nella notte da riviste specializzate del settore auto, molto vicini a Fca, l'esperienza del top manager è giunta al termine. Non per sua volontà, ma per problemi di salute che lo avrebbero costretto a lasciare. L'agenzia Agi riferisce dunque che "sono stati convocati per oggi d'urgenza i cda di Fca, Ferrari e Cnh Industrial.

Secondo indiscrezioni riportate dal sito Automotive News e da Blooomberg in discussione vi sarebbe il nodo della successione di Sergio Marchionne, visto il prolungarsi della degenza dopo l'intervento chirurgico. Nessun commento in proposito dall'Azienda.
Quattro i nomi in ballo per la successione: Alfredo Altavilla, responsabile Emea del gruppo, Richard Palmer, direttore finanziario, Mike Manley, responsabile del marchio Jeep e Pietro Gorlier, ad di Magneti Marell".

Un addio prematuro di Marchionne potrebbe essere un duro colpo per Fiat Chrysler. L'ad ha salvato la Fiat dal potenziale collasso più di dieci anni fa e in seguito ha guidato la acquisizione di Chrysler, che probabilmente non avrebbe ricevuto il sostegno del governo degli Stati Uniti dopo la bancarotta del 2009 senza il coinvolgimento del partner italiano.
Un duro colpo anche per Cassino: lui, difatti, nel 2015, è stato il manager che ha fatto risorgere il marchio Alfa come l'araba fenice facendo del sito pedemontano la culla del Biscione con due nuovi modelli già in produzione (Giulia e Stelvio) e altri due Suv in cantiere per il prossimo anno. Ma cosa succederà ora? Sarà confermato il piano industriale? Arriverà anche il marchio Maserati dopo quello Alfa Romeo? Il nuovo Ad punterà ancora molto sullo stabilimento di Cassino come ha fatto Marchionne? Tutte domande a cui ora è difficile dare risposta. Ora c'è solo tanto smarrimento. Un fulmine a ciel sereno in un'estate caldissima.