I figli "so' piezz'e core". E una mamma lo sa, anche quando il pargolo finisce dietro le sbarre. Sarà per questo che ieri mattina la mamma di un detenuto italiano, ospite del carcere San Domenico di Cassino, ha cercato in tutti i modi di accontentare il suo "pezzo di cuore", rischiando grosso. Soltanto la prontezza degli agenti della polizia penitenziaria di Cassino ha evitato il peggio.
Sono stati due agenti a notare un movimento "strano". La donna stava provando a consegnare di nascosto al figlio un cellulare con annesso caricabatterie.

A darne notizia, avanzando la proposta di una lode per il personale operante, è stata la Fns Cisl Lazio. «La professionalità che dimostra il personale di polizia penitenziaria, seppur in condizioni critiche e sotto organico, è sempre alta, con grande attenzione e scrupolosità: sempre per assicurare, con il loro compito al servizio dello Stato, il rispetto della legalità» ha sottolineato il segretario generale Massimo Costantino.