Punto di primo intervento: come da delibera, è effettiva da ieri mattina la trasformazione in Pat. L'Asl non ha ripensato né sospeso quanto deciso in precedenza e ieri mattina il tecnico incaricato ha provveduto a disattivare i codici e alla programmazione dei turni da assegnare ai medici di famiglia e non più agli specialisti ospedalieri. La doccia fredda per i cittadini del comprensorio, anticipata come timore nel consiglio comunale di sabato, ha subito generato la reazione di quanti si oppongono alla chiusura che hanno deciso l'immediata mobilitazione. Nel suo intervento in Consiglio, Fernando Fioramonti era arrivato a dire «lunedì mattina andiamo alla Asl e ribaltiamo la scrivania di Macchitella!».

Deciso e concreto pure Valeriano Tasca che ha invitato i cittadini all'ospedale per le 17.45 di ieri. Il sindaco Daniele Natalia ha aggiunto la sua voce invitando amministratori e cittadini per le 18.30, dichiarando che «La scelta della Asl è priva di logica. Avevamo chiesto alla Regione di sospendere la chiusura del Ppi. Oggi si sceglie di chiuderlo come se i diritti di ottantamila persone non contassero nulla.O ltre alla denuncia da parte del coordinamento dei sindaci nei confronti dei responsabili della chiusura del Ppi, è importante anche che i cittadini, le associazioni, i comitati e le forze politiche facciano sentire la loro voce».

Così ieri pomeriggio, davanti al presidio sanitario è montata la rabbia di anagnini e residenti del circondarioche hannomanifestato davanti all'ex ospedale. Intanto il consigliere regionale Pd Mauro Buschini annuncia il suo tentativo di salvare il Ppi anagnino: «La chiusura dei Ppi è regolata dal decreto ministeriale 70/2015. Domani (oggi, ndr), in Commissione sanità alla Regione depositerò una risoluzione per chiedere ai ministri della sanità Grillo e dell'economia Tria di apportare le necessarie modifiche al decreto ministeriale per mantenere ad Anagni il punto di primo intervento.
E chiederò a tutti i capigruppo di sottoscriverlo».